Secondo lavoro, boom nel 2023: i quattro che vanno più di moda

Una seconda occupazione, da affiancare al lavoro principale, è una pratica sempre più diffusa. E in alcuni casi abbastanza redditizia.

 

Riuscire a tenere il passo nella corsa a ostacoli delle scadenze, tra fisco e bollette, sembra essere proibitivo per buona parte dei contribuenti. Colpa, chiaramente, del momento storico, tutt’altro che favorevole per una serenità patrimoniale.

Lavori 2023
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Anche perché, pur con un andamento sostanzialmente entro i livelli di guardia del tasso di disoccupazione, il mondo del lavoro continua a risentire pesantemente dell’impatto della pandemia e della guerra in Ucraina. In pratica, potenzialmente, nemmeno chi lavora a tempo pieno potrebbe riuscire a far fronte in toto alle incombenze della ita quotidiana. Una difficoltà che, evidentemente, risponde allo stato del tasso di inflazione ancora preponderante, che rende complicato affrontare le spese (inclusa quella alimentare) con la tranquillità dei tempi migliori.

Ecco quindi che un singolo lavoro, per come lo si intende in termini generali, potrebbe non bastare più. Anzi, per qualcuno non bastava già prima. Da qui, una tendenza che, tra il 2022 e il 2023, ha iniziato a macinare punti percentuali tra i contribuenti, sempre più propensi ad accettare la sfida delle occupazioni plurime pur di riuscire a guadagnare quel tanto che basta per riuscire a mantenere perlomeno la linea di galleggiamento. Non un lavoro ma (almeno) due. Da combinare senza che l’uno possa influenzare negativamente l’altro. Non facile ma fattibile, almeno stando ai numeri.

La tendenza del secondo lavoro: quali sono le mansioni più gettonate

Chiaramente, mettere in fila due mansioni differenti e, soprattutto, riuscire a farlo bene, richiede uno sforzo non indifferente al lavoratore. Il secondo lavoro, del resto, raramente a da contraltare al primo. Chi ha sviluppato tale tendenza, lo ha fatto tenendo ben presente questo dettaglio. Secondo un sondaggio realizzato da Zapier, risalente al maggio 2022 su un campione di intervistati statunitensi, il 40% dei 2.032 interpellati ha dichiarato di avere una seconda attività piuttosto remunerativa. Un fenomeno in crescita anche nel nostro Paese che, negli ultimi anni, ha preso piede soprattutto a causa dell’aumento massiccio dei prezzi. Tanto che, sommariamente (ma non troppo), è persino possibile definire quali siano, al momento, le mansioni più indicate per essere affiancate alla prima occupazione.

Tendenzialmente si tratta di attività tutto sommato gestibili, sia nei tempi che nell’impegno che richiedono. Ad esempio, di recente, ha guadagnato posizioni l’impiego come “pet sitter”, ossia gestore (o impiegato) di un vero e proprio asilo per animali domestici quali cani e gatti. Una mansione che ha atto furore negli Stati Uniti, nell’ordine dei 35 dollari l’ora di retribuzione, e che, in Europa, consentirebbe di registrare guadagni altrettanto interessanti. Ovviamente, l’accessibilità del web permette di sviluppare trend di guadagno anche in questo ambito. Realizzare e vendere delle proprie creazioni è una pratica piuttosto gettonata di recente, specie da parte di coloro che gestiscono un proprio blog sul quale propongono i loro prodotti (giocattoli, oggettistica, bomboniere, ecc.).

Anche il tutoraggio a distanza diventa un business. Prestare assistenza, anche per poche ore, a ragazzi in età scolastica in difficoltà con alcuni studi è da sempre un’attività piuttosto popolare. Le piattaforme digitali l’hanno tuttavia resa ancora più attraente, per la possibilità di svolgerla anche da remoto. I guadagni sono proporzionati alle ore di lezione. Quindi variabili ma comunque utili, specie se le ripetizioni fossero numerose.

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