Da Spid a Cie: cosa cambia e perché la seconda è più sicura

Il passaggio definitivo dallo Spid alla Carta d’identità elettronica (Cie) sarebbe ormai prossimo. Ma quali sono le reali differenze?

Un avvicendamento tra Spid e Carta d’identità elettronica (Cie) sarebbe effettivamente possibile. Un modo per “legittimare” la seconda come strumento principale di accesso ai sistemi informatici della Pubblica amministrazione.

cie al posto dello spid
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Al momento, Spid e Cie sono tutto sommato equivalenti. Il contribuente, infatti, ha la possibilità di utilizzare l’uno o l’altro per il disbrigo di pratiche direttamente sui portali della P.A., evitando code agli sportelli pubblici. L’obiettivo della digitalizzazione dei sistemi, sviluppato in orma piena a seguito della pandemia, si è via via trasformato in una consuetudine, permettendo dunque ai cittadini di eseguire operazioni interamente da remoto. Chiaramente, nel caso in cui le circostanze non ne richiedano la presenza. Lo stesso Spid, da strumento “preferenziale”, è diventato pressoché obbligatorio e non solo nell’ambito dell’espletamento di pratiche o procedure burocratiche ma anche nella formalizzazione di richieste di partecipazione a un concorso e altri casi simili.

Un sistema di identificazione digitale, del tutto speculare al presentarsi personalmente presso un ufficio o un sportello, basato su sistemi di protezione dati tanto più avanzati quanto più sensibili siano i dati da trattare. I fattori di autenticazione (da quelli base come password e nome utente a quelli più sofisticati, come un codice temporaneo unico) garantiscono di fatto la tutela delle informazioni veicolate tramite i sistemi di ingresso nei propri “cassetti” amministrativi personali. Lo Spid, da parte sua, prevede più frequentemente i primi step dei vari passaggi di sicurezza, permettendo così un accesso più rapido alle pratiche maggiormente frequenti. Per la Cie, il discorso è un po’ diverso.

Cie, bastano pochi click: ecco le procedure base per l’attivazione

La Carta d’identità elettronica, in quanto tale, è basata perlopiù sulla crittografia come strumento di protezione. La Cie, rispetto allo Spid, dispone infatti di una natura “fisica”, integrata con chip che consente una lettura immediata e unica a seconda del circuito connesso. Nello specifico, quello del titolare. L’identità digitale diventa così veicolata direttamente dallo strumento volto a dimostrarla, rilasciato in forma esclusiva a ogni cittadino che ne matura il diritto. Di recente, il Governo ha tentato di operare la svolta definitiva, abbandonando progressivamente lo Spid (nonostante l’imponente campagna passata per la sua messa a regime nel quotidiano) in favore della Carte d’identità elettronica. Una scelta dettata sia da un fattore di uniformità (sempre in un’ottica di semplificazione delle procedure), sia di costi dal momento che la Cie costituisce un costo unicamente per il cittadino.

Il passaggio definito è stato rimandato e lo Spid, pur in qualche modo “delegittimato” ufficiosamente, continuerà a essere utilizzato. Resta però il countdown sul suo futuro. Basti pensare che la stessa Carta d’identità, ritenuta più sicura, ha iniziato a beneficiare di recente (marzo 2023) degli strumenti di autenticazione uno e due. Non a dimenticato, a ogni modo, che al ine dell’utilizzo come sistema di accesso alle varie piattaforme della Pubblica amministrazione, è necessaria l’attivazione della Cie sul sito www.cartaidentita.interno.gov.

Il primo accesso

L’operazione è piuttosto semplice: basterà inserire il proprio  codice fiscale dove il sistema lo richiederà, il numero di serie della carta (situato in alto a destra sul documento) e, in ultimo, spuntare il captcha se richiesto. A questo punto, inserendo Puk e Pin forniti al momento del rilascio e nella busta contente la Cie, i servizi saranno completamente attivati. Una volta fatto il primo accesso, per effettuarne un altro basterà cliccare su Entra con Cie dal medesimo indirizzo web, per poi scegliere il proprio sistema di autenticazione (sms o QR Code). La medesima procedura varrà per tutte le piattaforme che la consentiranno. Almeno quelle che hanno già attivato gli step di autenticazione uno e due.

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