Bonus barriere architettoniche 2023, clamorosa marcia indietro: cosa ha deciso il governo

Con una clamorosa marcia indietro nel giro di poche settimane, il governo ha deciso di modificare nuovamente il bonus barriere architettoniche. vediamo nel dettaglio le novità per il 2023. 

Alla fine il governo Meloni ha deciso di fare marcia indietro per quanto riguarda il bonus barriere architettoniche. Aveva infatti suscitato molto clamore la decisione arrivata nelle scorse settimane di bloccare totalmente tutte le cessioni e gli sconti in fattura dei bonus edilizi. 

bonus barriere
ContoCorrente

Nonostante la maggior parte delle agevolazioni, compresi il Superbonus e il bonus barriere, siano state rinnovate fino al 2025 (seppur in molti in forma depotenziata) subito dopo la legge di bilancio l’esecutivo di centrodestra aveva deciso di stoppare tutte le cessioni dei crediti su questi bonus. Una scelta giustificata più volte dal Ministro Giorgetti, con la necessità di mettere un freno a un mercato edilizio ormai drogato dal numero di crediti esistenti sul mercato. 

Bonus barriere, clamorosa marcia indietro del governo: cos’è successo

Poi però, era arrivata un’altrettanto clamorosa marcia indietro. Con il nuovo disegno di legge Crediti, approvata in data 23 Marzo 2023 dalla Commissione Finanza, il governo ha deciso di sbloccare nuovamente la cessione dei crediti e lo sconto in fattura sul bonus barriere al 75 per cento. E i contribuenti dunque, si sono visti concedere di nuovo la possibilità di acquistare o mettere in vendita dei crediti fiscali che per alcune settimane, dopo la decisione dell’esecutivo, erano rimasti inesigibili. 

Chi ha diritto a richiedere questa agevolazione e come funziona?

Il bonus barriere architettoniche è un’agevolazione fiscale che consente ai cittadini italiani che devono ristrutturare casa, di accedere a un rimborso di stato sulle spese sostenute, per tutti gli interventi che modificano, migliorandone l’agibilità complessiva, gli edifici. È un beneficio che è stato introdotto per la prima volta nella legge di bilancio varata nel 2022, andando a sostituire le precedenti misure che supportavano economicamente i cittadini nell’eliminazione di ostacoli e barriere architettoniche nelle loro abitazioni. 

Possono accedere al bonus barriere sia privati cittadini che enti pubblici o imprese, e il suo utilizzo è previsto anche nei casi in cui la modifica abitativa riguarda gli impianti di automazioni per la mobilità, come ad esempio gli ascensori. È previsto un tetto massimo di spesa che può essere rimborsata dallo stato per questi interventi, pari a 50 mila euro. Si tratta però di un’agevolazione accessibile solo dai contribuenti che pagano l’Irpef, e rivolta soltanto agli immobili residenziale. Può essere concesso sia a chi vive in affittoi che al locatore di un immobile, ma anche a chi detiene il diritto reale di godimento dell’edificio soggetto al beneficio fiscale. 

Bonus barriere architettoniche, ecco quali sono i tetti di spesa massima previsti

Come si accennava in precedenza, sono comunque previsti dei tetti massimi di spesa, circa l’importo economico che si può spendere e ottenere con questa agevolazione. 

  • Per tutti gli edifici unifamiliari, o anche edifici plurifamiliari indipendenti, composti da una singola unità, il tetto massimo di spesa è fissato a 50 mila euro
  • Per quanto invece riguarda gli edifici composti da due fino ad otto unità immobiliari, il tetto massimo di spesa previsto è di 40mila euro
  • Gli edifici che invece sono composti da più di 8 unità immobiliari, avranno un tetto di spesa massimo fissato a 30mila euro

Cosa cambia con le nuove modifiche inserite nel Dl Crediti approvato il 23 Marzo 2023

Le modifiche al Dl Credito salvano anche quelle forniture richieste utilizzando il Bonus barriere architettoniche per le quali, anche se al 16 febbraio 2023 non sono stati iniziati i lavori oggetto dell’agevolazione, sia stato già pagato un acconto.

Con le nuove modifiche inserite nel Dl Credito, sarà possibile sbloccare anche tutte situazioni che riguardano dei lavori accettati con il bonus barriere architettoniche e che abbiano avuto l’acconto per inizio lavori pagato alla data del 16 febbraio 2023. Laddove non si sia pagato alcun acconto, il cittadino è tenuto in quel caso a certificare la data in cui l’accordo è stato stipulato. 

E dunque i crediti si sbloccano come previsto dal decreto se ad esempio è stata presentata la Cilas entro questi termini. La data di riferimento resta sempre quella in cui è stata presentata la Cilas, e non viene spostata o subisce variazioni, anche in caso di aggiornamenti o modifiche al titolo abilitativo.

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