Visita Fiscale e certificato: gli obblighi del medico, cosa prevede la legge

Redigere in modo corretto il certificato medico nel momento in cui ci assenta per malattia, è un passaggio fondamentale. Vediamo nel dettaglio cosa viene richiesto ai medici per legge.

La visita fiscale è un controllo medico che lo stato, o un datore di lavoro privato, hanno la possibilità di effettuare per verificare l’effettiva malattia del dipendente.

visita fiscale
ContoCorrente

L’accertamento avviene nella maggior parte dei casi nel domicilio in cui risiede il lavoratore che si è dato in malattia. La legge stabilisce però che la visita fiscale può avvenire soltanto all’interno di alcune fasce orarie durante la giornata, denominate “fasce di reperibilità”. 

Visita fiscale,  cosa e come funzionano le fasce di reperibilità

In questi orari, i lavoratori sono tenuti per legge, salvo alcune specifiche eccezioni, a trovarsi nel domicilio di residenza. Le sanzioni infatti, nel caso in cui il medico al suo arrivo non trovasse il lavoratore in casa, possono essere molto pesanti. Se in un incontro successivo a cui si viene convocati d’urgenza, non si riesce a fornire una valida giustificazione sull’assenza alla visita fiscale, la legge prevede sia sanzioni pecuniarie che disciplinare. In alcuni casi, il dipendente può anche arrivare a subire il licenziamento.

Il lavoratore dipendente che a causa di una malattia deve assentarsi dal lavoro, ha diritto a percepire comunque una retribuzioneQuesta indennità deve essere intesa come sostituzione dello stipendio, e viene riconosciuta soltanto in caso di un evento che danneggia il lavoratore da un punto di vista psico-fisico. Nel momento in cui il lavoratore decide di mettersi in malattia, dovrà in tempi brevi contattare il proprio medico di riferimento. Quest’ultimo dovrà essere prontamente incaricato di redigere il certificato di malattia da inviare all’INPS. È possibile inviare questo documento all’Istituto di previdenza per via telematica. 

Visita Fiscale, cosa prevede la legge sul certificato di malattia

Il certificato di malattia, laddove viene redatto e inviato per via telematica, deve essere compilato secondo delle precise modalità stabilite dalla legge. Le norme vigenti, sono state illustrate da una circolare INPS numero 113, del 25 Luglio 2013. E sono le stesse che è possibile ritrovare nell’allegato disciplinare tecnico al decreto del Ministero della salute pubblicato in data 18 Aprile 2012. 

Al medico viene in primo luogo chiesto di garantire la massima accuratezza nell’inserire tutti i dati richiesti. Inoltre, è tenuto ad ad indicare se la malattia è stata causata da un evento traumatico. Si tratta di un’informazione molto importante. L’INPS infatti, nel momento in cui il lavoratore è rimasto vittima di un trauma, ha la possibilità di rivalersi legalmente contro chi lo ha causato, chiamata azione surrogatoria, inoltre, ha dei benefici, in caso di esito positivo, anche per il lavoratore.

Nel momento in cui viene accertata una responsabilità terza, il lavoratore non si vedrà decurtare le giornate di malattia da quelle che gli vengono concesse per legge dallo stato. Quelle giornate infatti saranno scorporate e andranno a carico della persona condannata per aver causato il trauma. 

Il medico è tenuto a fornire tutti i particolari possibili sulla diagnosi che attesta la malattia

È necessario per il medico, se ne è a conoscenza, segnalare anche se il lavoratore deve godere di particolare agevolazioni durante il periodo di malattia. Esistono alcune eccezioni, in cui al lavoratore viene concesso di non rispettare le fasce di reperibilità. Questo può accadere nel caso di una patologia molto grave, che costringe il lavoratore all’utilizzo di terapie salvavita. Per alcune categorie di dipendenti pubblici, è inoltre prevista la possibilità di essere esentati dal rispetto delle fasce di reperibilità per causa di servizio.

L’esonero dal rispettare le fasce di reperibilità può arrivare anche nel caso in cui la persona abbia un’invalidità riconosciuta dallo stato uguale o superiore al 67 per cento. In ultimo, al medico incaricato di redigere il certificato medico di malattia, viene anche richiesto di inserire quanti più dettagli possibili per illustrare la diagnosi che ha portato alla malattia del lavoratore.