Sigfrido Ranucci vive ancora sotto scorta? Così la sua vita è cambiata per sempre

Il giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, vive ancora sotto scorta? Ecco come la sua vita è cambiata per sempre.

Tra i conduttori e giornalisti Rai più conosciuti e apprezzati, Sigfrido Ranucci ha ricevuto nel corso degli anni diverse minacce di morte, finendo per vivere sotto scorta. Ma cosa è successo? Entriamo nei dettagli e vediamo quali sono le ultime informazioni in merito.

Sigfrido Ranucci
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Tra i nomi più apprezzati e conosciuti del mondo del giornalismo, Sigfrido Ranucci è finito spesso al centro dell’attenzione per via delle sue inchieste giornalistiche che non passano di certo inosservate. Questo anche perché tratta diverse vicende ostiche del nostro Paese, che destano inevitabilmente clamore.

Da qui nasce il successo del suo programma Report che ad ogni puntata riesce a tenere incollati tantissimi telespettatori. Allo stesso tempo, purtroppo, non mancano le noti dolenti. Nel corso degli anni, infatti, il giornalista ha ricevuto diverse minacce e per questo costretto a vivere sotto scorta. Ecco quali sono le ultime notizie in merito.

Sigfrido Ranucci vive ancora sotto scorta? Le ultime notizie

Era l’agosto del 2021 quando è stata affidata la scorta a Sigfrido Ranucci dopo aver ricevuto diverse minacce per via di alcune sue inchieste. A spiegare quanto successo è stato lo stesso giornalista nel corso di un suo intervento al programma radiofonico Un giorno da pecora.

Per l’occasione, infatti, aveva raccontato di vivere sotto scorta 24 ore su 24 perché “C’è un buontempone che dal carcere avrebbe incaricato due killer stranieri. Sarebbe un personaggio che gestisce il narcotraffico, legato a famiglie di ‘ndrangheta”. 

Questa, però, non è l’unica minaccia ricevuta nel corso degli anni dal giornalista di Report. Come raccontato da Francesco Pennino, un pregiudicato intervistato dallo stesso Ranucci nella puntata di Report del 4 gennaio 2021, infatti, i Madonia volevano uccidere il giornalista già nel 2010.

Questo dopo la pubblicazione del libro Il Patto, inerente la presunta trattativa Stato – mafia, scritto da Ranucci e Nicola Biondo. “Poi da fuori hanno avuto lo stop, gli hanno detto di non fare ‘rumore’ in quel periodo“, ha rivelato sempre Pennino.

Sigfrido Ranucci e le difficoltà del giornalismo d’inchiesta

È dal 2000 che convivo con gli attacchi politici alle mie inchieste. Più si alzava il livello delle inchieste, più si alzava il livello degli attacchi. Ma mai si era arrivati a livello tale da toccare la sfera personale“, ha confessato Ranucci nel corso di un’intervista rilasciata a La Notizia nell’aprile del 2022.

Il conduttore di Report, infatti, ha fatto sapere che il suo capo scorta ha notato che tre persone lo seguivano e lo riprendevano nel corso di un incontro con una sua fonte.  Una vicenda per cui è stata aperta un’indagine della Digos.

Il giornalista, sempre nel corso dell’intervista, ha voluto quindi sottolineare come si tratti di un periodo particolarmente delicato per la libertà di stampa e il giornalismo d’inchiesta in particolare, così come dimostrano i diversi e continui attacchi da lui ricevuti.