Da Quota 102 a Opzione Donna: chi va in pensione coi vecchi requisiti

Con l’introduzione di Quota 103, cessano gli effetti del precedente sistema ma solo per i nuovi pensionandi. Ecco per chi resta la vecchia pensione.

L’aspettativa che qualcosa potesse effettivamente cambiare con la prima Manovra del Governo Meloni era tramontata ben prima che arrivassero le elezioni.

Cristallizzazione pensione
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Già dal tramonto del Governo Draghi, infatti, era apparso chiaro che per una riforma vera e propria del sistema pensione sarebbe stato necessario più tempo. Perlomeno un altro anno, durante il quale si sarebbe ricorso ad altri strumenti ponte. Era stato così nel 2022, con l’approvazione last minute di Quota 102 come “traghettatrice” del sistema pensionistico post-Quota 100 e lo sarà anche nel 2023, con la possibilità di accedere al ritocco del meccanismo disposto sul filo di lana con Quota 103. Come prevedibile (e infatti previsto con buona dose di approssimazione) il Governo ha scelto di prorogare i principali strumenti di pensionamento anticipato, annunciando però anche qui qualche ritocco volto a regolarizzare al meglio l’accesso alla pensione prioritaria rispetto all’impiego svolto. E se il prolungamento dell’Ape Sociale era in qualche modo annunciato, su Opzione Donna il lavoro richiesto è stato più lungo.

Per sistema che cambia, è chiaro che a cambiare sono anche i requisiti di accesso. La misura transitoria denominata Quota 103 non va comunque intesa come una sostituzione di Quota 102, quanto piuttosto del sistema di Quota 100, in vigore lungo una durata pluriennale. Con il nuovo metodo ponte, adottato per evitare il ritorno alla Legge Fornero in forma piena, potrà accedere alla pensione chi ha maturato perlomeno 41 anni di contributi, avendo compiuto almeno i 62 di età. Una categorizzazione che rischia di lasciar fuori tutti coloro per i quali non sarà possibile beneficiare degli scatti destinati al pensionamento anticipato. Non tutto è perduto però.

Da Quota 103 a Opzione Donna: come cristallizzare la pensione

L’orizzonte temporale resta il 31 dicembre 2023. Questo significa che il diritto a Quota 103 dovrà essere maturato entro l’anno in corso, in attesa di capire se e cosa riserverà il 2024. Allo stato attuale, in sostanza, il sistema pensione principale coinvolge i nati entro il 31 dicembre 1961, per i quali verte l’obbligo di maturazione della quota minima dei contributi (41 anni) entro la fine dell’anno. Con un’ulteriore condizione, che differenza Quota 103 da entrambe le precedenti: la misura non potrà infatti sforare i 2.800 euro lordi mensili fino al raggiungimento dell’età pensionabile. Ovvero i 67 anni, sempre che non vi siano improbabili (se non impossibili) adeguamenti in corso d’opera. Resta dunque il concetto dell’anticipo ma con qualche limite da tenere in considerazione. Di fatto, i vantaggi rispetto alle versioni precedenti sono minimi. Piuttosto, si tratta di una sorta di compromesso, che consente sì uno sconto ma non superiore a 10 mesi rispetto alla maturazione dei requisiti necessari alla pensione anticipata.

Opzione Donna

Per quanto riguarda Opzione Donna, invece, il ritocco è stato sostanziale. La possibilità di usufruire dello step resta ma solo per le lavoratrici di almeno 60 anni. La cui età di accesso potrebbe ridursi di un paio d’anni in caso vi fosse la presenza di figli. Con la rivalutazione, inoltre, a modificarsi in modo marcato sono gli assegni medio-bassi, con aumento delle minime fino a 600 euro per gli over 75. Una disposizione interessante è però arrivata con la Manovra, sempre in un’ottica di flessibilità di fatto sostitutiva al sistema in attesa di riforma.

Per chi ha perfezionato i requisiti precedentemente previsti per Opzione Donna entro il 31 dicembre 2021, infatti, sarà possibile l’accesso alla pensione. In gergo si parla di “cristallizzazione” del diritto pensionistico, in riferimento a requisiti non più in vigore ma ancora validi in determinate circostanze. Al di là delle tempistiche, restano valide l’anzianità contributiva pari o superiore ai 35 anni (al netto dei periodi di malattia e disoccupazione) e l’età anagrafica di 58 anni (lavoratrici dipendenti) e 59 (autonome).

Quota 102 oltre la proroga

Stesso discorso per Quota 102 (e in precedenza per Quota 100): la maturazione dei requisiti entro la fine dell’anno appena concluso (31 dicembre 2022) garantisce l’accesso anche nel 2023. E questo secondo la normativa stessa relativa al precedente sistema pensione. Non una proroga quindi ma la garanzia agli ultimi “maturandi” del diritto a Quota 102 di riuscire a usufruire del trattamento. “Il diritto conseguito entro il 31 dicembre 2022 – spiega la norma – può essere esercitato anche successivamente alla predetta data”. Per far questo, basterà presentare la domanda al momento opportuno.