Stiamo mangiando insetti tutti i giorni, nessuno ce lo ha mai detto: il cibo che li contiene

Gli insetti nel cibo non sono una novità in Italia. Diversi prodotti contengono animaletti e noi li consumiamo senza saperlo. Almeno fino ad oggi.

Se l’introduzione della farina di grillo nel mercato italiano vi ha sconvolto dovete sapere che ci sono verità peggiori.

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Cosa sta accadendo all’alimentazione mediterranea? La nostra dieta, la migliore del mondo ha subito negli anni diverse modifiche per accontentare ogni gusto e ideologia – vegetarianesimo e veganismo – ma accettare l‘introduzione degli insetti come pietanza comune sarà difficile per tanti consumatori. La Commissione Europea ha deciso di introdurre la farina di grillo tra gli alimenti in commercio scatenando una polemica generale. Per quale motivo di dovrebbe produrre una farina da un grillo allevato naturalmente e poi essiccato quando abbiamo il grano, la semola, la manitoba e così via? L’alto contenuto proteico non è una spiegazione valida o comunemente accettata (o accettabile per tante persone). Eppure ciò che i consumatori non sanno è che in numerosi prodotti da tempo in vendita nei supermercati si trovano tracce di insetti. Lo ha evidenziato la rubrica “Il Gusto” di Repubblica.

Insetti nel cibo, l’amara realtà

Secondo quanto riportato nella rubrica, tracce di insetti si trovano principalmente nei prodotti che hanno una colorazione rossastra o simile. Per riprodurre questa tonalità, infatti, invece del colorante vegetale viene aggiunto estratto di cocciniglia. Parliamo di un insetto parente della coccinella che viene considerato dagli agricoltori un parassita infestante. Facendo essiccare la cocciniglia al sole si può estrarre il colorante. Dalla macinazione, infatti, si ricava una polvere che deve essere trattata con acqua calda per ricavare il colore rosso detto anche acido carminico.

Le Legge non ne impedisce l’uso anche se diverse aziende preferiscono sostituire l’estratto di cocciniglia con coloranti sintetici cruelty free (liberi da crudeltà). Purtroppo la presenza degli insetti si è riscontrata in yogurt, bitter, succhi di frutta, caramelle, liquori e nell’aranciata. Per capire se si sta mangiando o bevendo l’estratto di cocciniglia occorre verificare la presenza della dicitura “acido carminico” o “Colorante E120” sull’etichetta.

E non finisce qui

Il Centro per lo Sviluppo Sostenibile e l’Università Iulm di Milano hanno effettuato uno studio i cui risultati non sono incoraggianti. Oltre alla cocciniglia altri insetti si trovano nei prodotti che abitualmente si consumano. In media ogni italiano consuma involontariamente 500 grammi di insetti all’anno. Come già detto, la Legge non ne impedisce la presenza se in piccolo quantità e se definiti contaminanti alimentari.

Cioccolata con otto pezzetti di insetti, arance con cinque moscerini e ancora passate di pomodoro, succhi di frutta e insalate. Cosa sarà mai, dunque, un po’ di farina di grillo approvata dall’UE? Se questo è il futuro c’è a chi non piacerà per niente.