Queste bollette non le dovete pagare: attenti alle date, vi cambiano ogni cosa

Sai che le bollette non pagate vanno in prescrizione dopo un certo periodo di tempo? Cosa significa prescrizione e come funziona.

Dopo quanti anni le bollette non pagate di energia, gas e acqua vanno in prescrizione? Forse non tutti lo sanno ma la Legge prevede un termine, oltre il quale questi pagamenti vanno in prescrizione. Prescrizione significa infatti che il passare del tempo può comportare la perdita di un diritto, in questo caso il fornitore del servizio perde il diritto a esigerne il pagamento.

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Naturalmente, affinché la prescrizione sia valida devono esserci determinate condizioni, indicate nella Legge e che vi spieghiamo qui di seguito, concludendo con la procedura da seguire per contestare una richiesta di pagamento ormai andata in prescrizione.

Cosa significa prescrizione del pagamento delle bollette?

Può capitare a tutti di dimenticarsi di pagare le bollette, di norma, quando ciò avviene, il fornitore ci invia un avviso o un sollecito entro poco tempo.

Quando invece il sollecito a pagare arriva dopo anni, non è detto che il versamento vada effettuato, perché potrebbe essere ormai caduto in prescrizione. Ciò vuol dire che, se è trascorso il tempo previsto dalla Legge e in quel periodo non abbiamo ricevuto alcun avviso, il fornitore non può richiederci il pagamento di quel servizio.

L’art. 2934 del Codice Civile dice chiaramente che “Quando il titolare non esercita per il tempo determinato dalla legge un diritto, questo si estingue per prescrizione.”

Dopo quanti anni le bollette entrano in prescrizione?

Per capire quando avvenga la prescrizione delle bollette, dobbiamo fare riferimento alla Legge n.205 del 2017. Quest’ultima ha cambiato i termini previsti dalla precedente normativa, riducendo i termini di prescrizione che prima erano fissati a 5 anni.

Le bollette di energia elettrica e gas con una scadenza successiva al 1 marzo 2018, la prescrizione è di 2 anni, così come le altre utenze di acqua, telefono, ADSL, fax e via dicendo. La Legge di Bilancio 2018 ha voluto mettere fine ai maxi conguagli, causati da una prescrizione di 5 anni delle bollette.

La prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui il diritto di credito può essere fatto valere, ossia, dal giorno successivo a quando il credito è scaduto. Ogni volta che arriva una lettera di sollecitazione dal fornitore, ovviamente il tempo di prescrizione riparte.

Ripetiamo che affinché le bollette cadano in prescrizione, l’utente non deve aver ricevuto alcun sollecito entro i 2 anni dal dovuto pagamento. Se non pagate le bollette, ricevete il sollecito in tempo e continuate a non pagare, il servizio verrà sospeso e non ci sarà alcuna prescrizione.

Come contestare una bolletta caduta in prescrizione o già pagata?

Cosa fare se ricevo un sollecito a pagare dopo due anni, quindi trascorso il tempo di prescrizione? Oppure, cosa fare se dovessero chiedermi di pagare una bolletta che in realtà io so di aver già pagato?

In entrambi i casi è necessario inviare una raccomandata al proprio fornitore, dove far presente che il tempo di prescrizione è trascorso. Stessa cosa per il secondo caso: se vi stanno chiedendo il pagamento di una bolletta già pagata, allegate alla raccomandata i documenti che attestino l’avvenuto versamento. Ecco perché è importante conservarli per almeno 2 anni, è sufficiente una copia del pollettino postale o di quello online. Se non l’avete, può diventare difficile dimostrarlo.

Ricordatevi quindi di conservare per almeno 2 anni i documenti che attestano il pagamento di ogni bolletta (5 anni per quelle precedenti al 2019). Perché l’ente può richiedere due volte il pagamento della stessa bolletta? Può accadere che vi siano errori, che la bolletta non risulti pagata, che il pagamento non sia stato trasmesso correttamente e via dicendo. Se però avete già pagato quella bolletta e potete dimostrarlo, non dovrete versare altro.