Reddito di Cittadinanza, ora o mai più: che fine farà nel 2023

Addio al Reddito di Cittadinanza, ora è deciso. Qualcuno lo manterrà ma entro vincoli precisi. Più di 400 mila le famiglie interessate.

Addio al Reddito dal 2024. Di cittadinanza naturalmente. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è stata piuttosto chiara su questo punto.

Reddito di Cittadinanza modifiche
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Come ci si aspettava, la prima Manovra del Governo di Centrodestra ha assestato la spallata definitiva alla principale misura di sostegno alla popolazione. Non perché non fosse ritenuta importante ma per riuscire a mantenere la promessa di riorganizzare al meglio il tessuto occupazionale italiano. Meloni è stata chiara su questo punto: lo Stato ha il dovere di creare lavoro. Quello che tutti si aspettano, ora più che mai. Il problema è capire se realmente sarà così. Accantonare, sia pure progressivamente, il Reddito di Cittadinanza, è una mossa che avrà un suo impatto. Come previsto, non ci sarà un colpo di spugna: l’abolizione è posticipata alla fine del prossimo anno. Dodici mesi o poco più, durante i quali il Governo dovrà riuscire a creare i presupposti per il reinserimento dei vecchi percettori.

In gioco non c’è solo il futuro economico del Paese ma anche la credibilità stessa dell’esecutivo. Che, di sicuro, ha mantenuto quanto promesso: il Reddito di Cittadinanza, ritenuto una misura limitante per l’occupazione, sarà rimpiazzato da posti di lavoro. Questa almeno è l’intenzione. La premier ha spiegato che il 2023 sarà di fatto un periodo transitorio, che consentirà di rimuovere il RdC partendo dagli stessi presupposti che erano stati istituiti dal Governo Draghi. Con un ulteriore giro di vite però, visto che alla prima offerta di lavoro rifiutata il Reddito sarà revocato.

Reddito di Cittadinanza, via dal 2023: come andrà l’accantonamento

Il futuro del sussidio è quindi segnato. Fortemente voluto dal Movimento 5 stelle all’epoca del Governo gialloblu, il primo guidato da Giuseppe Conte, il Reddito di Cittadinanza andrà via via a spegnersi, lasciando il posto a una nuova organizzazione del lavoro. Di sicuro, le novità saranno di rilievo in quanto interesseranno non meno di 404 mila nuclei familiari. La Manovra, tuttavia, aveva fin dalle fasi di discussione messo in evidenza quale sarebbe stato il destino del RdC. Certo è che si parla di numeri importanti: secondo i dati forniti dall’Inps, infatti, addirittura ammonterebbe a 1,039 milioni, in media, il numero annuo delle famiglie beneficiarie. Come detto, 404 mila di queste interessate. Altre 635 mila, invece, dovrebbero mantenere inalterata la propria situazione con il Reddito.

Secondo quanto stabilito in Legge di Bilancio, i percettori occupabili fra i 18 e i 59 anni potranno percepire il Reddito di Cittadinanza per non oltre 8 mensilità. Fatta eccezione per i nuclei familiari con minori a carico, con anziani al di sopra dei 60 anni o con disabili. Stando ai nuovi criteri, gli occupabili (ossia i percettori che potrebbero teoricamente lavorare) saranno i primi a essere reintegrati nel comparto lavorativo. Al momento, si tratterebbe di più di 800 mila persone, 173 mila delle quali avrebbe già un reddito da lavoro. Queste ultime, però, guadagnerebbero talmente poco che il RdC fungerebbe da integrazione agli incassi mensili. Per costoro non dovrebbe essere del tutto cancellata la misura, quanto piuttosto essere posto un tetto all’integrazione.