Pancreas, prevenzione decisiva: due indizi per sospettare il tumore

Secondo un team di ricercatori britannici, due sintomi potrebbero indicare il rischio di tumore al pancreas con due anni di anticipo.

Qualunque sia la parte del corpo interessata, una forma tumorale non è mai un nemico facile da affrontare. Chiaro, però, che se a essere colpito fosse un organo di vitale importanza, la situazione andrebbe giocoforza a complicarsi.

Tumore pancreas indizi
Foto: Canva

Anche perché non sempre la diagnosi precoce è possibile. Per quanto riguarda il pancreas, ad esempio, l’elevata pericolosità deriva in buona parte dalla difficoltà di individuarlo prima che la situazione sia effettivamente compromessa. Nei casi peggiori, troppo tardi per poter intervenire. La malattia si diffonde in modo estremamente silenzioso, conferendo sintomi o indizi solo in una fase piuttosto avanzata. Questo, a ogni modo, non significa che non esistano delle azioni in grado quantomeno di tentare una diagnosi tale da iniziare per tempo le eventuali cure. Uno studio britannico, infatti, ha pubblicato una ricerca su Plos One, fornendo qualche strumento utile per avere almeno qualche speranza in più di sconfiggere il male.

Due segnali ritenuti tipici dimostrerebbero la presenza (o la possibile presenza) di un tumore al pancreas, all’incirca due o tre anni prima che la diagnosi completa possa essere effettuata. Il che, evidentemente, consentirebbe a chi lo affronta un periodo di tempo maggiore per cercare di circoscrivere la patologia e, in caso, sconfiggerla prima che sia troppo tardi. I due sintomi in questione non erano sconosciuti. Tuttavia, fin qui, non era chiaro né quando si manifestassero  né, tantomeno, quanto tempo prima della diagnosi effettiva. Il pool di scienziati, appartenenti all’Università di Oxford e dell’Università del Surrey, hanno cercato innanzitutto di rispondere a questo quesito, individuando elementi utili alla diagnosi precoce.

Tumore al pancreas e diagnosi precoce: come (e quando) riconoscere gli indizi chiave

Due sintomi, come detto. Più un terzo fattore, quello del diabete, considerato di rischio. Analizzati su un campionario di 10 milioni di pazienti, fra i quali sono emersi casi assimilabili, in quanto con la presenza del comune denominatore del tumore. I ricercatori hanno cercato di capire come le variabili in questione incidessero sulla salute del paziente e, nello specifico, sull’evoluzione del tumore. I primi risultati sono stati piuttosto significativi, poiché i pazienti dimostravano, in misura diversa, due sintomatologie accomunanti. Quali il dimagrimento eccessivo e l’aumento dei livelli di glucosio. Nel primo caso, nelle persone con un tumore contratto al pancreas è stata riscontrata una significativa perdita di peso, peraltro già nei primi due anni precedenti alla diagnosi. Successivamente, la massa corporea è scesa ulteriormente, addirittura di tre unità rispetto ai pazienti sani.

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Per quel che riguarda i livelli di glucosio, un’analisi a posteriori ha notato gli incrementi già nei tre anni precedenti alla diagnosi. Tuttavia, secondo i ricercatori, qualora un paziente manifestante tale sintomo fosse anche affetto da diabete, il rischio che venga effettivamente diagnosticato un tumore al pancreas sarebbe inferiore rispetto a una persona che lo manifestasse senza avere l’altra patologia. In sostanza, qualora si riscontrasse un aumento di glucosio in assenza di diabete, contemporaneo a una stabilità nel peso corporeo, un consulto medico potrebbe essere consigliabile. Anche perché si parla di una delle forme tumorali più diffuse nel nostro Paese. Secondo l’Airc, tale tumore coprirebbe il 4% del totale fra quelli riscontrati nei pazienti, sia maschi che femmine. E, nel 2017, a essere colpite erano state 13.700 persone. Abbastanza per non sottovalutare nessun segnale.