Gas, accordo sfumato in Ue. Adesso si fa dura per il prossimo inverno: cosa sta succedendo

Alla fine, dopo mesi di trattative, salta la possibilità di inserire un tetto al prezzo del gas. Vediamo perché in molti sostengono che sia colpa della Germania.  

Sono ormai passati diversi mesi da quando Mario Draghi propose per la prima volta di mettere un tetto al prezzo del gas in Europa, al fine di calmierare un mercato sempre più folle.

gas ue
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Per quanto questa crisi era già iniziata lo scorso anno, da quando è iniziato il conflitto in Ucraina, con il conseguente scontro a suon di sanzione tra Mosca e il resto dell’Occidente, il rezzo del gas ha iniziato a subire delle variazioni al rialzo che hanno causato nel settore una crisi senza precedenti. 

Perché la questione del caro bollette è così urgente in tutta Europa

E d’altronde, se il governo Meloni ha messo tra i suoi primi atti politici proprio il decreto contro il caro bollette, è perchè ormai da qualche mese le bollette di luce e gas hanno raggiunto prezzi impossibili da sostenere. Sono migliaia ad esempio sul territorio, le aziende che sono state costrette alla chiusura, a causa di costi che rispetto allo scorso anno, sono decuplicati. Per questo ormai da mesi all’interno dell’Unione Europea si discute di una strategia comune da adottare per mettere fine a una situazione che sta letteralmente soffocando i consumatori del vecchio continente.

Il price cap avanzato da Draghi sembrava una delle proposte più convincenti, anche se già mesi fa, la Commissione Europea annotava anche come paesi come l’Arabia Saydita, si sarebbero rifiutati di vedere il loro gas a un prezzo “bloccato”. 

La Commissione Europea ha dichiarato che l’ipotesi di un price cap è definitivamente naufragata

Ed è notizia di questi giorni che la Commissione Europea ha inviato un’informativa agli stati membri, proprio per spiegare che il price cap risulta inapplicabile. La Commissione avrebbe invece approvato un sistema, che era già stato sponsorizzato dalla germania chiamato “meccanismo di correzione del mercato”, e avremo modo di capire nelle prossime settimane come funzionare nello specifico. Si tratta di una notizia che sta facendo molto discutere, in quanto molti sostengono che ci troviamo di fronte alla solita “influenza nociva” della Germania.

Com’è possibile, si chiedono in molti, che la proposta sul price cap sia infine naufragata, quando già più di metà dei paesi europei avevano trovato un’intesa di massima?

Riuscirà l’Ue a diventare indipendente da Mosca entro il prossimo inverno?

Ci sono poi le recentissime dichiarazioni della Presidentessa Ue Ursula Von der Leyen, che spiega come il vero pericolo al momento per il vecchio continente, è quello che Putin decida di staccare completamente le forniture di gas. Sarebbe in grado l’Europa in quel caso di reagire a una situazione del genere? C’è chi sostiene che rivolgendosi all’acquisto sul mercato asiatico, si può davvero fare a meno di Mosca, ma si tratta comunque di una strada tutta da provare e verificare in tal senso. Secondo la Von der Leyen “la portata della crisi energetica richiede un senso di urgenza e di lungimiranza strategica. Abbiamo fatto più progressi di quanto pensassimo fosse possibile. Dall’inizio della guerra, Putin ha tagliato l’80% delle esportazioni di gas in Europa. In soli otto mesi, siamo riusciti a sostituirne la maggior parte. Per esempio, abbiamo più che raddoppiato le nostre importazioni di gnl dagli Stati Uniti. Dai 22 miliardi di metri cubi dell’anno scorso, siamo passati ai 48 miliardi di metri cubi di quest’anno”. 

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Von der Leyen: “Alcuni temevano blackout in Ue, non è successo”

La donna ha poi ricordato come la maggior parte dei paesi sia riuscita nell’intento di riempire del 95 per cento i propri stoccaggi nazionali, mettendo al sicuro questo inverno da possibili carenza. Il vero problema semmai, è questo: la Von der Leyen non lo nasconde, sarà il prossimo inverno, quello del 2024, che potrebbe presentare un conto salatissimo se l’Europa nel frattempo non trova forniture alternative: “Non ho dimenticato come Putin abbia cercato di fare pressione su di noi. Come alcuni temevano un blackout in Europa quando è iniziata la guerra. Non solo questo scenario oscuro non si è concretizzato, ora siamo completamente preparati per l’inverno. E soprattutto, i prezzi del gas sono scesi di circa due terzi rispetto ad agosto. Tutti noi abbiamo fatto la nostra parte e possiamo esserne orgogliosi”