Casa, i vicini troppo rumorosi ti pagano: la sentenza che fa paura

Vivere in città alle volte può essere molto difficile, tra il caos dei condomini e la vita frenetica di ogni giorno.

Vivere in città in un condominio può essere alle volte molto complicato.

come avere il risarcimento del danno
foto adobe

Bisogna abituarsi alla vita condominiale, agli orari dei condomini ed a vivere a stretto contatto con altre persone. Un rapporto amichevole, può essere alla base del buon rapporto condominiale. In questa maniera è possibile risolvere qualsiasi questione in maniera amichevole. Ovviamente, non sempre i rapporti tra condomini possono essere sereni e leali. Anzi, capita spesso di incappare in bruschi litigi. Ad esempio, una delle questioni che porta a maggiori discussioni riguarda le immissioni. Per legge le immissioni sono le porzioni di fumo, il calore, i rumori che si propagano da un appartamento ad un altro.

Cosa succede in caso di immissioni

Come detto, quando si parla di immissioni si parla dei rumori condominiali, che possono infastidire i vicini di casa. Ovviamente, si tratta di un fenomeno molto comune. In questo caso, sia la buona educazione che la legge pongono dei limiti. Ad esempio, la legge prevede che in caso di vicini di casa troppo rumorosi si possa chiedere il risarcimento del danno. Questo principio è stato sancito anche dalla Corte di Cassazione, con una recente sentenza riguardante il rumore derivante dall’utilizzo del condizionatore. La Corte suprema ha stabilito che laddove il rumore supera quello previsto dalla soglia di legge si rischia sia un provvedimento civile che penale.

Cosa prevede il Codice Penale in materia di immissioni

Infatti, il nostro codice penale prevede proprio un reato in questa materia. Lo disciplina all’articolo 659 che è proprio rubricato con disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone. Dunque, in caso di rumori troppo forti che infastidiscono i vicini si può rischiare anche il processo penale. Oltre che il risarcimento del danno in sede civile, sul quale la Corte di Cassazione ha dato dei chiarimenti con la recente sentenza, la numero 1025.

Cosa ha stabilito la suprema Corte di Cassazione

Stando a quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, le prove da fornire in caso di rumori eccessivi sono sostanzialmente due. La prima riguarda la fascia oraria, nel quale avvengono queste immissioni. La seconda la necessità di capire l’intensità con cui avvengono questi rumori. Infatti, secondo i giudici è essenziale misurare il rumore ambientale per dimostrare che è stata superata la soglia consentita dalla legge. Solo in questa maniera è possibile ottenere il risarcimento del danno.