Padel, altro che sport dei vip: ecco perché è così popolare

Un successo sempre più preponderante, con un equilibrio perfetto tra tonificazione e divertimento: quali sono i segreti del padel.

 

Padel, non paddle. Una distinzione importante, in quanto l’uno è un derivato dell’altro. E, soprattutto, che contribuisce a chiarire meglio come il nuovo trend degli sportivi non sia poi esattamente un capriccio dei nostri giorni.

Padel regole
Foto © AdobeStock

A ogni modo, anche se le racchette piatte non sono poi così recenti, è innegabile che negli ultimi anni questa sottobranca di quello che, a sua volta, è un derivato del tennis (il paddle tennis), abbia letteralmente spopolato. Anche e soprattutto dopo l’endorsement arrivato da alcuni noti sportivi che, dopo il ritiro dall’attività professionistica, hanno trovato proprio nel padel un modo per tenersi in forma. E in effetti, al netto dello scetticismo che accompagna inevitabilmente le nuove mode e pur se tendenzialmente meno dispendioso del tennis, il padel dice la sua in termini di movimento. È vero, si corre meno (la pallina può rimbalzare sui lati e sul fondo, rendendo minori i movimenti di rincorsa), ma l’attenzione dev’essere sempre altissima.

I riflessi, proprio in virtù di una maggior velocità di gioco data anche dal campo più piccolo, sono forse l’aspetto più allenato dal padel. Traiettorie imprevedibili, sforzo fisico nel riuscire a opporsi a una pallina “impazzita”… Tutto correlato da un inevitabile divertimento. E forse è proprio questo il segreto di questo sport, o meglio, del suo successo. Poca competizione, regole semplici e svago assicurato. Oltre che un buon contributo dato alle gambe e al dosaggio della respirazione. Anche la racchetta, piatta e senza corde, consente colpi più controllati, non richiedendo la sapienza nel dosaggio degli impatti che invece esige la sua parente del tennis.

Padel, dai vip alle masse: le regole dello sport del momento

Due o quattro giocatori, con la regola base di non ripetere lo stesso colpo. Disposti su un campo più piccolo di quello da tennis, lungo 20 metri (meno di una piscina dalla vasca corta) e largo 10. Altra differenza, fondamentale, la possibilità di far rimbalzare il colpo sulle pareti (o reti metalliche) laterali e di fondo. Come detto, anche le racchette differiscono sostanzialmente: più piccole, senza corde ma con un corpo centrale in fibra di vetro oppure in carbonio, intervallato da alcuni buchi. Gemello al tennis, invece, è il calcolo del punteggio, anche se con una modalità diversa di mettere a referto un punto. Il quale, per l’appunto, si guadagna facendo rimbalzare la pallina al volo sui lati del campo, oppure se dovesse rimbalzare al suolo più di una volta, proprio come nel tennis.

Parallelamente al successo man mano ottenuto, anche gli investimenti nello sport sono aumentati. Basti pensare che, fra il 2018 e il 2020, i campi di padel sono raddoppiati toccando quota 650 in Italia. Nel 2022, invece, le strutture dove è possibile giocare sono 1.831. Nel 2021, per intenderci, erano “solo” 815. Inutile dire che anche i campi totalmente dedicati a questo sport hanno registrato un vero e proprio boom, nonostante le restrizioni pandemiche: da 1.832 a ben 4.669, +155%. Significativo, inoltre, il dato che riguarda la pratica da parte delle donne: attualmente coprono il 35% dei praticanti ma si tratta di un dato costantemente in salita. A favore del padel giocano, secondo gli esperti, alcuni aspetti importanti nei movimenti richiesti, di fatto un contributo alla tonificazione muscolare e alla definizione dell’addome, da dove “nascono” la maggior parte dei colpi.

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