Reddito di Cittadinanza e Comune: quante ore si lavora con i Puc

In attesa di capire il destino del Reddito di Cittadinanza, l’obbligo di partecipazione ai Progetti Utili alla Collettività resta. A prescindere dalle ore.

 

Una situazione ambigua, al momento, quella del Reddito di Cittadinanza. Mai come in questo momento, ossia dopo la vittoria del Centrodestra alle elezioni, la misura di tutela è apparsa così divisiva.

Reddito di Cittadinanza ore
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Da un lato il Cdx, con Fratelli d’Italia primo partito e portabandiera della fazione dei favorevoli all’abolizione. Dall’altra l’opposizione, divisa fra chi è disposto alle barricate pur di salvare il RdC (Movimento 5 stelle) e chi si è detto disposto a rivedere il piano originario (Pd). Di sicuro sarà un nodo da sciogliere. Uno dei primi, se non il primo in assoluto. La leader FdI, Giorgia Meloni, ha caldeggiato a più riprese l’addio alla misura in favore di politiche più inclusive per il lavoro. Per la serie, meno sostegni diretti in luogo di una maggiore opportunità di occupazione. Il che, a vederla così, sembrerebbe anche un ragionamento sensato. A patto che tali posti di lavoro vengano creati e che gli annunciati progetti di apprendistato, se realizzati, non si rivelino fini a sé stessi.

Un gioco già accaduto in passato e che nessuno ha voglia di replicare. Spetterà al nuovo Governo, chiaramente, mantenere le promesse e sostituire, se così sarà, il Reddito di Cittadinanza con politiche più efficaci. Per il momento, la misura resta anche se con una seria spada di Damocle sulla testa di chi lo percepisce. Meloni si è detta favorevole al mantenimento (e addirittura al rafforzamento) di una misura di sostegno diretto ai soggetti non in grado di lavorare o in condizioni tali da non poterlo fare. Contribuendo, al contempo, a una reintroduzione lavorativa dei percettori con capacità di lavorare. Tale logica era stata già imbastita dal Governo Draghi, che aveva incrementato i controlli sul RdC incrementando, al contempo, il filo diretto coi Centri per l’impiego. Strategia che, al momento, ha funzionato solo relativamente.

Lavorare in Comune con Reddito di Cittadinanza, come funziona l’orario

In attesa che si determini il futuro della misura, restano in campo tutte le opzioni correlate al Reddito di Cittadinanza. Il quale, in determinate circostanze, prevede un impiego provvisorio presso determinati enti. Il tutto al fine di combinare le esigenze di un supporto al proprio reddito con delle prestazioni lavorative finalizzate al reintegro. Di queste fanno parte i cosiddetti PUC, ossia i Piani Utili alla Collettività, posti a carico dei beneficiari del RdC. Piani che possono essere messi in atto in ottemperanza al dettame dell’inclusione sociale e che coinvolgono i percettori del sostegno. In sostanza, a fronte di un beneficio ricevuto, i soggetti in questione devono prestare la loro disponibilità a progetti di utilità pubblica. Si tratta perlopiù di attività culturali, sociali, di formazione e tutela dell’ambiente, oltre che del patrimonio artistico dei Comuni di appartenenza.

Attenzione, perché la mancata adesione ai PUC comporterebbe la decadenza del diritto a ricevere il Reddito di Cittadinanza. Tali attività, nel momento in cui il soggetto viene richiamato, costituiranno a tutti gli effetti degli obblighi a cui ottemperare. A patto che i progetti in questione non impieghino i titolari del RdC nelle mansioni solitamente demandate ai dipendenti pubblici. In pratica, se uno di essi dovesse assentarsi dal lavoro, non potrà essere sostituito da un impiegato nell’ambito dei PUC. L’unica deroga concessa alla partecipazione ai progetti è rivolta a chi si occupa della cura di minori e/o disabili, oltre che agli studenti e agli over 65. Esclusi anche i percettori di pensione di cittadinanza. Quanto alle ore di impiego, si va da un minimo di 8 ore settimanali a un massimo di 16. Questo perché non è sempre definito il numero di giorni che saranno impiegati. Sarà comunque il Comune a informare il partecipante e a tenere un registro delle presenze.

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