Assegno unico senza ISEE: si può, ma attenzione alle conseguenze

È possibile richiedere l’assegno unico senza ISEE? In merito a questo dubbio l’INPS risponde e chiarisce qualsiasi incertezza.

L’assegno unico universale è entrato in vigore a partire dal primo gennaio 2022. Si trattata di una misura riconosciuta ai nuclei familiari in cui sono presenti uno o più figli. In effetti, l’assegno unico non è un’integrazione salariale o un sussidio, ma rappresenta un supporto che ha lo scopo di tutelare i più giovani.

Assegno unico senza ISEE
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Per accedere all’assegno unico e universale per i figli è stato possibile inviare le domande a partire dal 1 gennaio 2029. Fermo restando che anche le domande presentate entro il 30 giugno 2022 hanno dato diritto all’accesso alla misura. Inoltre, i contribuenti che non hanno presentato immediatamente la domanda hanno il diritto di ricevere gli arretrati relativi ai mesi da marzo in poi.

Per presentare la domanda è necessario accedere al portale dell’INPS tramite le proprie credenziali digitali. La domanda va presentata una sola volta ed è valida per tutto l’anno. In ogni caso, il contribuente ha la possibilità di apportare delle modifiche, nel caso in cui si verifichino delle variazioni in corso d’anno.

Assegno unico senza ISEE: è possibile?

Per accedere all’assegno unico e universale sui figli occorre presentare un’apposita domanda. Tuttavia, dal momento che la misura ha carattere universalistico, può essere richiesta anche senza la presentazione dell’ISEE. Di conseguenza, se il cittadino non è in possesso di un ISEE valido al momento della presentazione della domanda egli avrà comunque accesso all’assegno.

Tuttavia, in questo caso, non avendo chiara la situazione economica e patrimoniale del contribuente, l’INPS erogherà l’importo minimo previsto dalla normativa.

I contribuenti che hanno presentato ISEE in data successiva alla domanda, purché entro il 30 giugno 2022, hanno diritto anche agli importi arretrati spettanti a partire dal mese di marzo. L’INPS effettuerà un ricalcolo tenendo conto dell’ISEE presentato e, se ci sono delle incongruenze, provvederà ad erogare gli arretrati.

L’assegno unico è una misura universale compatibile con altre misure in favore dei figli a carico. Pertanto, se il cittadino risiede in una regione che prevede già l’erogazione di somme di denaro in favore dei nuclei familiari con figli a carico, questa condizione non impedirà di ricevere anche l’assegno unico.

Stesso discorso vale per il reddito di cittadinanza e il bonus asilo nido.

Domanda e pagamento

La domanda di assegno unico deve essere presentata da uno dei due genitori che esercitano la responsabilità genitoriale. La legge ammette che la richiesta possa essere presentata dal tutore o dal figlio maggiorenne per sé stesso. L’assegno unico e universale è riconosciuto ai figli a partire dal settimo mese di gravidanza fino al ventunesimo anno di età.

La domanda di assegno unico può essere presentata una sola volta per ogni anno. Nella richiesta devono essere indicati tutti i figli per i quali s’intende accedere al beneficio. Fermo restando che è fatto obbligo di comunicare tempestivamente all’INPS eventuali variazioni del nucleo familiare. In tal caso, il contribuente è invitato a notificare la variazione sia attraverso la procedura dell’assegno unico che attraverso la modifica del ISEE.

Il pagamento dell’importo che spetta al nucleo familiare o al beneficiario avviene sul conto corrente bancario o postale. Il contribuente ha la possibilità di optare anche per altre soluzioni come:

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  • il bonifico domiciliato presso sportello postale
  • il libretto postale
  • il conto corrente estero area Sepa
  • una carta prepagata con IBAN.

Condizione necessaria affinché il pagamento avvenga su uno dei suddetti strumenti è che questi siano intestati al richiedente o all’altro genitore, nel caso in cui avvenga la ripartizione dell’importo.