Condomini a secco di gas, il pericolo è reale: cosa sta succedendo

Le alimentazioni a pompa di calore rischiano di creare un effetto boomerang. Il gas ad alcuni contesti condominiali rischia il taglio.

 

Più freddo e per più tempo. Con la speranza che l’inverno sia clemente come lo è stato sempre più di frequente negli ultimi anni, con temperature tutto sommato sopportabili.

Gas emergenza condomini
Foto © AdobeStock

Sì, perché le prospettive di una stagione fredda da trascorrere in tranquillità sono tutt’altro che probabili. Le restrizioni sul gas dovute ai rincari, portati dalla guerra in Ucraina, hanno reso necessaria un’ulteriore sterzata in termini di aiuti alla cittadinanza. I quali, almeno per il momento, dovranno aspettare l’esame definitivo delle Camere, necessario affinché gli emendamenti al decreto Aiuti divengano effettivi. Per il momento, il piano resta lo stesso di prima: parsimonia nell’uso dei riscaldamenti e riduzione dei gradi domestici, con l’augurio di non battere i denti. Gli esperti garantiscono che non ce ne sarà bisogno, poiché difficilmente ci si accorgerà della differenza. Anzi, alcuni hanno addirittura prospettato dei benefici per il corpo portati da una temperatura più bassa in casa.

Il problema è quando si guarda il tutto con gli occhi del contribuente, già sottoposto a duri sacrifici fin dagli inizi della pandemia. La sensazione che a dover stringere la cinghia sia sempre la maggioranza è palpabile ora più che mai. Anche perché basta fare un giro per i supermercati per rendersi conto di quanto i prezzi siano lievitati, persino per i beni di prima necessità. Il che, accanto alla prospettiva di un razionamento necessario dell’energia, fa pensare anche alla possibilità di dover limitarsi all’indispensabile anche per quanto riguarda gli approvvigionamenti. E il quadro, a meno di novità clamorose, potrebbe essere addirittura più problematico per i contesti condominiali.

Condominio, allarme gas: perché alcuni stabili rischiano di restare senza

Gli esperti, negli ultimi giorni, hanno lanciato un allarme: alcuni condomini rischiano seriamente di restare senza scorte di gas. Di mezzo non c’è solo l’aumento in bolletta (addirittura fino al 300%) ma anche il taglio alle risorse. Il prezzo sul mercato, negli ultimi giorni, ha portato la materia a una stabilità tutto sommato accettabile, anche se il livello dei costi resta elevato. Il problema potrebbe comunque porsi a fronte di un nuovo aumento, che potrebbe costare carissimo ai contesti domestici, o comunque residenziali, alimentati a pompe di calore anziché dai classici termosifoni. In questo senso, a rischiare di più sono i quadri di morosità relativi alla stagione precedente, con possibilità di incidere sui rinnovi dei contratti a partire da ottobre. A lanciare l’allarme è l’Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari.

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La fornitura, sulla base dei preventivi approvati a settembre 2021, non aveva chiaramente tenuto conto dell’aumento dei prezzi nel 2022. I quali hanno costretto a rivedere anche le cifre finali, creando un gap fra quanto pagato e quanto c’era da pagare. In questo modo, considerando le morosità, alcuni condomini rischiano di vedersi chiudere i rubinetti del gas centralizzato, con ripercussioni su acqua calda e, naturalmente, riscaldamenti. Un circolo vizioso. A fronte di continui aumenti, le capacità di spesa dei contribuenti sono sempre meno sufficienti a coprire il totale dei costi. Il mix fra il rally delle bollette e le morosità accumulate per i prezzi schizzati alle stelle rischiano di creare seriamente un quadro catastrofico. E persino le pompe di calore potrebbero finire per riservare un effetto boomerang.