Aumento pensione a 500 euro: in alcuni casi spetta di diritto

L’aumento pensione a 500 euro spetta di diritto ad alcuni soggetti, in presenza di determinati requisiti anche di tipo reddituale, che fanno scattare i bonus.

Alcuni pensionati percepiscono la pensione inferiore a €500 al mese. Secondo i dati raccolti dall’Istat, riferiti a 2020, sarebbero circa 5 milioni gli italiani che percepiscono trattamenti inferiori alla suddetta cifra.

aumento pensioni a 500 euro
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Tra i trattamenti erogati dall’INPS, il cui valore non raggiunge 500 euro, circa un terzo è di natura assistenziale. Ciò vuol dire che quasi una rendita su 3 ha un valore inferiore a €500 al mese.

Occorre precisare che non si tratta di singole prestazioni ma di pensionati che spesso percepiscono più di un trattamento da parte dell’Istituto previdenziale. A quanto pare la media di pensioni a persona è pari a 1,42 euro.

Per compensare l’erogazione di una somma di denaro così bassa spesso alcune persone hanno diritto a bonus erogati dallo Stato. I benefici in questione variano di anno in anno in base ai tassi di inflazione correnti. Scopriamo di cosa si tratta.

Aumento pensione a 500 euro: come funziona

I bonus che permettono di ottenere un aumento pensione a 500 euro, in realtà sono delle integrazioni al trattamento minimo. Solo alcuni pensionati hanno diritto a tali integrazioni, che spettano ai cittadini che possiedono determinati requisiti.

Innanzitutto occorre rispettare determinati requisiti reddituali singoli o come persona coniugata. Può capitare che un soggetto che percepisce due o più pensioni non abbia diritto alle integrazioni al trattamento minimo.

Altro importante requisito da rispettare riguarda quello contributivo. Per ottenere l’integrazione al trattamento minimo è necessario aver versato almeno un contributo settimanale prima del 31 dicembre 1995.

I soggetti che rispettano questi due requisiti fondamentali possono accedere all’integrazione di cui sopra.

Importi mensili

I soggetti che hanno diritto al trattamento minimo di pensione ricevono 524,35 euro al mese, per 13 mensilità. Generalmente il valore delle rendite è rivalutato in base al costo della vita. Ogni anno gli importi vengono adeguati in relazione alle indicazioni fornite dall’Istat.

Negli ultimi anni le variazioni subite dagli importi sono state piuttosto basse, quasi impercettibili.

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Ma, per il 2023, è probabile che la rivalutazione avrà un effetto significativo sulle pensioni a causa dell’impennata del tasso di inflazione corrente.