Succhi di frutta Lidl, non solo convenienza: c’è qualcosa che dovete sapere

Un’indagine della rivista Öko-Test ha confermato la qualità dei succhi di frutta Lidl. Gli esperti, però, consigliano in generale un consumo moderato.

 

Come abbiamo avuto modo più volte di constatare, la marca non sempre è garanzia di qualità assoluta. Anche se, tendenzialmente, siamo portati all’acquisto di nomi più famosi quando si tratta di alimenti.

Succhi di frutta Lidl
Foto © AdobeStock

La ragione è intuibile: a un marchio di successo, si tende automaticamente a riservare una fiducia maggiore, portando le sottomarche a far parte di un mercato quasi a sé. Eppure, come sapranno bene i frequentatori dei discount, anche nomi meno altisonanti garantiscono un buon risultato. E persino gli esperti sono spesso concordi nell’affermare che, per quel che riguarda i prodotti alimentari, affidarsi a una sottomarca non è sempre sinonimo di errore, anzi. La catena di supermercati tedesca Lidl, ad esempio, punta forte sui prodotti di marchi meno noti ma ugualmente convenienti, sia in termini di qualità che di prezzo. Segno evidente che i costi bassi non sempre nascondono standard altrettanto bassi.

Anche perché tali sottomarche sono di fatto delle costole di aziende più grandi. Il che è sufficiente, il più delle volte, ad assicurarsi una buona garanzia in termini qualitativi. Fra i prodotti Lidl più apprezzati (fra beni alimentari e di altro genere) figurano i succhi di frutta, di successo sia fra i bambini che fra gli adulti. Solevita e Solevita Bio Organic fanno parte della schiera dei più gettonati e per questo, al pari di altri, fra i più attenzionati da parte degli esperti. Nello specifico, ben 17 succhi di frutta venduti nei supermercati Lidl sono finiti al centro di un’indagine per determinare quali prodotti fossero realmente i migliori, e non solo nel bilancio fra qualità e prezzo.

Succhi di frutta Lidl, i risultati delle indagini sul mercato tedesco

Per quel che riguarda i Solevita, un test del mese di gennaio li aveva inquadrati fra quelli con risultato “buono”. Era stata la rivista Öko-Test a confrontare le varie marche (20 per l’esattezza), categorizzando però i soli succhi d’arancia. Interessante notare come, nel novero delle marche sottoposte a verifica, alcune di esse avessero evidenziato la presenza di uno o più pesticidi, anche se in piccolissime quantità. Altrettanto significativo il fatto che fra quelli risultati maggiormente qualitativi nei propri standard, figurassero altri due marchi di Lidl come Pfanner 100% mela e i vari succhi della Rauch 100% mela. Risultati sostanzialmente confermati e, di fatto, avallati anche dai clienti.

Il risultato dell’indagine ha a ogni modo indicato un potenziale rischio per i consumatori. Non in riferimento alla catena tedesca ma in generale nel mercato degli alimenti. Nei mesi scorsi, il Ministero della Salute italiano, in ottemperanza a normative più restrittive da parte dell’Unione europea, aveva operato una stretta significativa sull’apporto di pesticidi ai prodotti in fase di crescita e realizzazione. In linea di massima, sia per i succhi di frutta che per altri prodotti contenenti zuccheri, gli esperti consigliano un consumo moderato. O quantomeno la diluzione con acqua. Forse la prima soluzione sarebbe più apprezzata.

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