Aumento tredicesima: sarà un Natale più ricco, grazie allo sgravio contributivo

Per effetto della decontribuzione, gli stipendi dei prossimi mesi saranno più alti del 2%. A Natale si assisterà anche ad un aumento tredicesima.

Lo sgravio contributivo voluto dal Governo Draghi verrà applicato alle retribuzioni gli ultimi sei mesi del 2022. Dunque, l’effetto della decontribuzione sarà retroattivo e interesserà anche le paghe di luglio e agosto. Inoltre, anche la tredicesima subirà l’effetto della riduzione dei versamenti contributivi a carico del dipendente.

aumento tredicesima
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Con l’approvazione del Decreto Aiuti Bis, il premier Mario Draghi annunciò un aumento che avrebbe interessato anche la tredicesima dei dipendenti, sia privati che statali.

Lo scopo dell’intervento è contrastare la perdita del potere d’acquisto degli stipendi, causato dell’aumento del tasso di inflazione.

Dopotutto, l’aumento del tasso e l’incremento dei prezzi dei beni e servizi ha contribuito ad apprezzare notevolmente il potere d’acquisto dei salari e pensioni. La crisi economica in atto è fortemente inasprita dal caro energia e il conseguente caro bollette.

Per questo motivo, il Governo ha deciso di intervenire riducendo il cosiddetto cuneo fiscale. Pertanto si è ridotta la quota contributiva, che il lavoratore deve versare a titolo di contribuzione previdenziale.

Così facendo, è possibile incrementare il valore netto dello stipendio senza infierire sui datori di lavoro.

Aumento tredicesima: di cosa si tratta

L’aumento previsto della tredicesima di dicembre 2022 riguarderà una fetta dei lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che del settore privato.

Grazie al processo di decontribuzione, i lavoratori potranno percepire un accredito che va dai €20 a poco più di €50 all’anno.

È, dunque, chiaro che l’aumento promesso dal Governo sarà estremamente esiguo. E con ogni probabilità non sarà sufficiente a contrastare la crisi economica in atto.

Dopotutto, l’aumento prodotto dalla decontribuzione voluta dal Decreto Aiuti Bis sarà pari al 2% della quota contributiva. In sostanza, i lavoratori dipendenti, per circa sei mesi, verseranno il 7,19% dei contributi e non il 9,19%.

La cosa estremamente controversa di questa misura riguarda il fatto che, applicando un’aliquota percentuale sull’importo del lavoratore dipendente, si tenderà a favorire coloro che hanno già una retribuzione più alta.

In conclusione, l’intento della misura è quella di aumentare il potere di acquisto delle famiglie e dei cittadini in difficoltà economica. Ma, con il sistema di sgravio contributivo, i dipendenti con il reddito più basso, ovvero quelli che hanno maggior bisogno, ricevereanno solo pochi euro.