Il Fisco controlla tutto (o quasi): che cosa sanno di noi, non lo immaginerete

Entrate e uscite tenute d’occhio dal Fisco, grazie al doppio sistema di comparazione. Le banche dati forniscono tutti i dettagli. O quasi tutti.

 

L’allargamento delle disponibilità di informazioni presenti nelle banche dati ha permesso al Fisco di estendere notevolmente le possibilità di controllo sui contribuenti.

Controllo dati Fisco
Foto © AdobeStock

Una questione ampiamente dibattuta, anche se dal Fisco stesso sono arrivate più volte delle rassicurazioni circa il rispetto assoluto della privacy dei cittadini. Detto questo, considerando la vastità di dati a disposizione, fra quelli dichiarati dal cittadino e quelli già in possesso dell’Agenzia delle Entrate tramite i precedenti dichiarativi, per la macchina fiscale non sarà difficile riuscire a tenere d’occhio entrate e uscite, in modo tale da prevenire (o “curare”) eventuali incongruenze. Viene comunque naturale chiedersi quali siano, effettivamente, i dati realmente consultabili dal Fisco. Parlando di banche dati, viene in mente un portale (come la maxi-Anagrafe fiscale) o una sorta di archivio digitale in cui ogni cittadino è catalogato in base al suo status.

Più precisamente, sono i cittadini stessi a fornire gli strumenti di verifica, in primis con la loro dichiarazione dei redditi. Anche se viene facile pensare al Fisco come a una sorta di 007 con occhi e orecchie, in realtà tutto si delinea in modo abbastanza regolare tramite l’assolvimento dei doveri da parte dei contribuenti. Tuttavia, detto questo, è vero che l’Agenzia delle Entrate può incrociare i dati dei cittadini partendo dalle giacenze dei loro conti correnti, dichiarati al momento di effettuare il modello Isee, scrutando anche nei vari portafogli titoli e polizze vita varie. In questo quadro, anche le voci relative alle spese giornaliere rientrano nel conto, persino quelle per la spesa alimentare.

I dati dei contribuenti a disposizione del Fisco: ecco quali sono

La vera novità del 2022 ha riguardato l’introduzione di un meccanismo di vigilanza automatizzato. Nel senso che i controlli non sono più “manuali” e, per questo, figurano come maggiormente precisi, sia per far stare tranquilli i virtuosi che per verificare al meglio i dossier meno chiari. In questo senso, erano stati avanzati dei sospetti proprio in relazione alla possibile disparità di trattamento, paventando rischi di controlli fiscali anche in virtù di piccole incongruenze. Un’ipotesi più volte scongiurata dall’Agenzia delle Entrate stessa che, anche al netto dell’automatizzazione, sfrutterà il nuovo sistema anche come filtraggio fra i casi di scarso interesse e quelli invece da monitorare con attenzione. Nel mirino finiscono quindi dati sui redditi, gli investimenti ma anche i risparmi. Tutto sotto la lente d’ingrandimento del Fisco.

Un aiuto arriva quindi dall’Anagrafe dei rapporti bancari, rifornita ciclicamente dagli istituti di credito stessi. Conti correnti, conti deposito e titoli obbligazionari, gestione patrimoniali e certificazioni legate a depositi e buoni fruttiferi. Tutto contribuirà a determinare il profilo del correntista e, quindi, le capacità economiche reali del contribuente. Fanno parte del gruppone dei dati accessibili anche conto terzi individuale e globale, cessione indisponibile, cassette di sicurezza e persino depositi chiusi e contratti derivati. Così come i prodotti finanziari emessi da imprese di assicurazione. Per questo il sistema di controllo del Fisco somiglia decisamente di più a un mega-setaccio.

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Attingendo a questi dati, l’Agenzia delle Entrate potrà quindi verificare l’effettiva congruenza fra entrate e uscite. Anche in relazione alle spese basilari, come quelle per gli alimenti e l’abbigliamento. Tramite il software Sogei, tutti i dati saranno passati ai raggi x, incrociati e valutati. Sarà quindi “virtuale” la mano che determinerà le eventuali incongruenze fiscali.