In pensione con 15 anni di contributi, l’impresa si può realizzare: dipende da un particolare

Raggiungere la pensione con soli 15 anni di contributi può sembrare un’utopia invece è una possibilità reale. Sarà sufficiente soddisfare una condizione.

Quindici anni di contributi possono sembrare pochi per la maturazione dei requisiti per il pensionamento eppure in alcuni casi sono sufficienti.

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La pensione di vecchiaia si raggiunge con 67 anni di età e 20 anni di contributi. I lavoratori, poi, hanno la possibilità di uscire anticipatamente dal mondo del lavoro scegliendo alcuni scivoli pensionistici che nella maggior parte dei casi richiedono, però, un maggior numero di contributi maturati. Un esempio su tutti Quota 41, la misura che permette di andare in pensione con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Come è possibile, dunque, riuscire a dare le dimissioni per pensionamento con soli 15 anni di contributi versati? L’opportunità è concessa dalla Legge Amato e dalle regole introdotte applicabili anche in seguito all’entrata in scena della Legge Fornero nel 2011.

In pensione con 15 anni di contributi, tre casi da considerare

Il lavoratore che vuole andare in pensione con soli 15 anni di contributi deve soddisfare una tra tre condizioni. La prima riguarda l’anzianità assicurativa di contribuzione INPS di almeno 25 anni con la conseguente appartenenza al regime di calcolo misto. Parliamo del sistema che utilizza sia il calcolo retributivo che contributivo per conteggiare l’importo dell’assegno pensionistico. Nello specifico, gli anni maturati prima del 1° gennaio 1996 rientrano nel sistema retributivo (più vantaggioso) mentre quelli successivi a suddetta data verranno calcolati con sistema contributivo.

Passiamo alla seconda possibilità di uscita dal mondo del lavoro con 15 anni di contributi invece che 20. Fa riferimento ai lavoratori che al 31 dicembre 1992 avevano già accumulato 15 anni di contributi. Una platea molto ristretta di persone. Infine, c’è un ultimo caso reso possibile dalla Legge Amato. Il più interessante di tutti.

Approfondiamo l’ultima possibilità

La seconda deroga Amato permette ai lavoratori che sono stati ammessi alla prosecuzione volontaria prima del 31 dicembre 1992 di uscire dal mondo del lavoro con 15 anni di contributi. Il riferimento è alla richiesta del versamento volontario dei contributi che il dipendente ha effettuato prima di lasciare il posto di lavoro.

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Un piccolo dettaglio, dunque, che ha permesso negli anni di perfezionare i requisiti di assicurazione e contribuzione necessari per maturare le condizioni di accesso alla pensione. Grazie alla prosecuzione volontaria prima del 1992, i cittadini che oggi hanno raggiunto i 67 anni possono andare in pensione con il requisito contributivo di quel tempo ossia 15 anni di contributi. Attenzione, però, ad un’ultima condizione importante. L‘autorizzazione al versamento volontario dei contributi dovrà essere arrivata prima del 26 dicembre 1992.