Spid per anziani e disabili, tutto (finalmente) semplice: guida all’attivazione

L’Inps ha messo a disposizione un servizio di delega per l’attivazione dello Spid. Obiettivo? Semplificare ulteriormente le procedure per i fragili.

 

Anziani e tecnologia rappresenta quasi un luogo comune. Nel senso che alle generazioni più “mature”, si tende ad attribuire meno dimestichezza con i dispositivi più moderni.

Spid anziani richiesta
Foto © AdobeStock

Questo, però, è vero solo fino a un certo punto. Sia perché, oggi come oggi, categorizzare un’età come “anziana” è diventato più complicato, sia per l’attitudine della società moderna che, in un certo senso, impone una maggiore dimestichezza con il web e derivati. Lo Spid ha rappresentato un po’ il simbolo della transizione tecnologica dei sistemi della Pubblica amministrazione, decisa a semplificare le procedure prima per necessità (causa Covid), poi per convenienza generale. L’identità digitale, infatti, consente di accedere ai propri profili personalizzati, persino al cassetto fiscale di appartenenza. Così da riuscire a sbrigare tempestivamente tutte le procedure di cui necessitano. Chiaramente, nel gruppo dei contribuenti inquadrati in tale procedura, ormai di fatto obbligatoria, figurano anche i più anziani.

E in effetti, qualcuno meno avvezzo alla tecnologia c’è. Non per forza per questioni di età ma anche per problematiche varie. Relative a semplice delega magari a un figlio delle varie pratiche, oppure a condizioni di salute. L’Inps ha infatti disposto la possibilità di delegare dei terzi affinché svolgano per il soggetto sia le procedure di apertura che di verifica dei propri dossier. Il tutto regolarizzato da un’apposita modulistica. Un’opportunità per chi, non potendo procedere di per sé alle procedure relative allo Spid, si trova costretto a chiedere aiuto a qualcun altro. E l’iter da seguire non è nemmeno impossibile, visto che una semplice delega basta ad attivare il servizio.

Spid con delega: come funziona l’apertura “terza” per anziani e disabili

L’identità digitale, si tratti dello Spid oppure della Carta d’identità elettronica (Cie) o della Carta nazionale dei servizi (Cns), non è obbligatoria sulla carta ma di fatto lo è. Numerosi sportelli della Pubblica amministrazione la richiedono (per la verità quasi tutti) per poter accedere alle procedure o a della semplice documentazione. In effetti, non riuscire ad accedervi per la mancanza dello Spid, significa essere in qualche modo estromessi dalla maggior parte delle procedure amministrative. Per ovviare alla problematica della gestione dell’identità digitale da parte dei soggetti più fragili, l’Inps ha quindi disposto il modello di delega, che consente a terzi (sempre un medesimo soggetto) di attivare il servizio e gestirne le varie pratiche. Lo scopo, chiaramente, è consentire ai fragili di poter esercitare lo stesso i loro diritti.

Va innanzitutto precisato che la richiesta potrà partire dal delegante, il quale sarà chiamato alla compilazione del modulo AA08, con richiesta di registrazione della delega dell’identità digitale e la copia del proprio documento d’identità. Se la domanda dovesse invece partire dal delegato, ossia un tutore, curatore o amministratore di sostegno, il primo step riguarderà l’autocertificazione della rappresentanza legale dell’anziano o del disabile. Per quel che riguarda i documenti obbligatori, figurano quello d’identità del richiedente, il riconoscimento del tutelato, il modulo AA10 per la richiesta di registrazione della delega e, infine, l’autocertificazione di nomina. Quest’ultima dovrà essere emessa da un giudice.

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Per quanto concerne gli impossibilitati a muoversi, il delegato dovrà presentare il modulo AA09, che motiverà la richiesta stessa dimostrando l’impossibilità del soggetto delegante a svolgere di per sé la procedura. Tale condizione dovrà chiaramente essere certificata da un medico del Sistema Sanitario Nazionale.