Reversibilità: grosse novità in arrivo per gli eredi, anche nel 2023

La pensione di reversibilità può essere concessa anche agli ex coniugi. Alcune novità riguarderanno la semplificazione e non solo.

 

Nonostante i presupposti corrispondano ovviamente a una situazione familiare difficile, soprattutto a livello emotivo, la pensione di reversibilità rappresenta una misura importante nel quadro pensionistico.

Pensione reversibilità
Foto © AdobeStock

Nello specifico, tale trattamento viene riservato agli eredi di un pensionato deceduto o, in altri casi, di un lavoratore assicurato. Si tratta quindi di una forma di pensione diretta ma sulla base di un comprovato legame di parentela fra chi la ottiene e il titolare venuto a mancare. In caso di lavoratore assicurato, invece, la pensione assumerà la denominazione di “indiretta”, concessa nel caso in cui il titolare non avesse ancora maturato, al momento del decesso, tutti i requisiti utili per il pensionamento. A ogni modo, è la circolare Inps numero 185 che regola l’accesso alla reversibilità, sia in una forma che nell’altra. Fra gli aventi diritto, figurano il coniuge superstite, anche separato, e persino quello divorziato ma solo se in possesso dell’assegno divorzile.

Naturalmente, anche i figli rientrano nel quadro. I minorenni, coloro fino ai 21 anni qualora fossero iscritti a un istituto scolastico e se privi di reddito personale, oppure fino a 26 anni, se iscritti all’università e senza reddito. Anche i figli inabili al lavoro possono rientrare nel beneficio, qualunque sia la loro età. Per loro, così come per il coniuge o il partner civile, la pensione di reversibilità non avrà una scadenza ma sarà erogata vita natural durante. Per tutti gli altri fruitori, la durata sarà limitata nel tempo.

Pensione di reversibilità, la novità in arrivo: cosa dice la giurisprudenza

Un’impostazione base piuttosto nota, anche a chi non è direttamente fruitore di un trattamento di questo tipo. Tuttavia, a fronte di alcuni particolari passaggi giurisprudenziali, alcune novità sarebbero in arrivo, già nel 2022 ma anche (e soprattutto) nel 2023. Non è un mistero, infatti, che la reversibilità sia stata, ora come in passato, al centro di alcuni dibattimenti, culminati con alcune specifiche sentenze che intervengono, sporadicamente, in modifica delle interpretazioni a livello normativo in base a quanto definito dall’Inps. Una recente sentenza, ad esempio, ha concesso l’apertura di uno spiraglio su alcune novità specifiche riguardanti proprio una delle categorie di fruitori, ossia gli ex coniugi. I quali possono accedervi sulla base di una prerogativa precisa, ossia la titolarità del mantenimento.

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Tuttavia, in base alla suddetta sentenza, tale limite sarebbe tecnicamente rimuovibile. Anzi, agli ex coniugi la pensione di reversibilità spetterebbe in ogni caso, a prescindere dal mantenimento precedentemente ottenuto. Questo, tuttavia, sarebbe subordinato a dei casi specifici, i quali dovranno necessariamente passare per il pronunciamento di un Tribunale. Ben più concreta, invece, la novità per quel che riguarda le procedure di richiesta. Per il 2023, infatti, interverrà la semplificazione della burocrazia, con gli interessati che potranno effettuare la richiesta direttamente collegandosi alla pagina MyInps, dove sarà presenta la domanda in forma precompilata. Previsto anche l’aumento degli importi in virtù del tasso di inflazione.