Bonus facciate, attenzione: c’è l’estensione ma il tempo stringe

L’Agenzia delle Entrate ha introdotto novità sostanziali sul Bonus facciate. Al di là dei tempi, un’attenzione particolare dovrà andare ai modi.

 

I mesi passano, i bonus restano ma non è detto che questo sia positivo. Almeno per chi, tali agevolazioni, ha deciso effettivamente di utilizzarle. In primis quelle sull’edilizia.

Bonus facciate
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Del Superbonus (e dei suoi difetti atavici) abbiamo parlato. Tuttavia, anche il Bonus facciate non vive un momento di grande forma. Anche per una novità sostanziale come la riduzione della detrazione. Il punto è che l’accelerata sarà necessaria, in un momento storico in cui, peraltro, saranno disponibili alcune novità importanti sul bonus in questione. Il quale, forse per via del successo ambivalente del Superbonus 110%, ha finito per passare quasi inosservato. Questo perché, naturalmente, una detrazione così elevata costituisce un incentivo a puntare maggiormente su un’agevolazione come quella del 110%, nonostante le difficoltà incontrate fin qui. Il Bonus facciate è rimasto fra le misure a disposizione, anche se con qualche variazione.

Secondo quanto riportato nel decreto 1444/1968, l’agevolazione è richiedibile per interventi di recupero o di restauro della facciata di edifici ubicati in alcune zone. Alcune direttive, però, sono state in modo marcato modificate da un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, la quale ha introdotto dei cambiamenti volti a migliorare la misura ma che, a conti fatti, vanno quantomeno interpretati. Innanzitutto, l’ente ha operato il taglio della detrazione che, dal 90%, è passata al 60%. Ossia, un buon 30% in meno rispetto a quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2022. Un primo passaggio ma piuttosto importante, anche in termini di appetibilità e risparmio.

Bonus facciate, come è cambiata l’agevolazione (e perché occorre sbrigarsi)

L’altra novità subentrata con le modifiche dell’Agenzia delle Entrate, riguarda la possibilità di estensione degli interventi e anche del bonus stesso. A patto che, naturalmente, si verifichino le giuste condizioni. Nella guida dell’AdE sono descritti tutti i requisiti grazie ai quali potrà essere ammesso l’accesso al Bonus facciate e, nondimeno, il novero di interventi per i quali potrà essere messo in atto. La detrazione al 60% sarà ripartita in dieci anni, anche se non sarà la sola opzione attuabile. Il Bonus facciate, infatti, potrà essere richiesto anche con la modalità regina di fruizione del Superbonus, ossia la cessione del credito corrispondente. Ok anche per lo sconto in fattura. Chiaramente, resta obbligatorio il quadro generale degli interventi. Nel senso che il bonus potrà essere richiesto esclusivamente su immobili esistenti e non in costruzione.

Per il resto, occhio ai dettagli. Chi ha usufruito di un Bonus facciate, infatti, dovrà attenersi alle condizioni di attuazione dell’agevolazione e anche alle nuove disposte dall’intervento dell’Agenzia delle Entrate. Anche perché, esattamente per come avvenuto nei confronti del Superbonus, anche la detrazione del 60% sarà attenzionata al meglio. Anche in questo caso, infatti, non sono mancate le pratiche poco chiare e, di conseguenza, il rafforzamento degli strumenti di tutela e prevenzione. Ai fruitori sarà chiesta, fra le altre, la certificazione tecnica nel caso in cui venga utilizzata la prestazione per l’efficientamento energetico con rifacimento dell’intonaco dal 10% in su. Occhio ai dettagli quindi: a fare un passo falso ci si mette poco.