Canone Rai, scatto all’esenzione: cosa succede nel 2023

Il Canone Rai torna in bolletta singola ma per il resto non cambierà nulla. Le esenzioni resteranno le stesse e gli importi anche. Almeno per ora.

 

C’è attesa per l’arrivo del 2023. Più o meno la stessa che aveva caratterizzato il percorso di avvicinamento al 2022 ma con una differenza sostanziale: quello che verrà, almeno in teoria, dovrebbe realmente essere l’anno di ripartenza.

Canone Rai esenzione
Foto © AdobeStock

Fin qui si è assistito a delle prove generali. Misure tampone che hanno avuto il compito di preparare il terreno ai provvedimenti strutturali che, a partire dal prossimo anno, dovranno segnare il percorso di risalita dalla china. Un obiettivo che, al momento, appare quantomeno complicato. Non per mancanza di volontà, quanto di difficoltà oggettive sul piano economico dei contribuenti. Tuttavia, almeno per quanto riguarda le intenzioni, la strada sembra segnata. A partire dal 2023 si cercherà di imprimere l’attesa sterzata, con la speranza che pandemia e problematiche varie consentano effettivamente di accelerare verso il ritorno agli standard economici pre-Covid.

Un percorso lungo che, almeno per un po’ di tempo, avrà bisogno di un aiuto mirato. Anzi, di aiuti mirati. Non solo agevolazioni dirette, sconti in fattura, bonus e quant’altro, ma anche un certo tipo di sconti per quel che riguarda le tassazioni. Molto dipenderà dal futuro Governo. Tuttavia, già da ora è possibile determinare qualche passaggio su quel che sarà il piano per il prossimo anno in merito ad alcune delle tasse obbligatorie previste. Una su tutte, quella storicamente più avversata dagli italiani, ossia il Canone Rai. Per l’anno 2023 sembra ormai certo il ritorno del pagamento tramite bollettino singolo. Andrà dunque in soffitta la misura decisa dal Governo Renzi, che mise il Canone direttamente nella bolletta dell’elettricità. Ma non sarà l’unico dettaglio da tenere d’occhio.

Canone Rai, occhio all’esenzione: come muoversi nel 2023

Teoricamente, il ritorno del Canone Rai in un bollettino singolo non dovrebbe spostare di molto gli equilibri. Anzi, qualcuno si è mosso in campi per così dire inesplorati, proponendo un bollettino regionale con gestione da parte degli enti locali. E rimane sempre viva la proposta del Gruppo Rai di allargare la tassa anche ai dispositivi mobili, così da sopperire alle poche risorse che, a suo dire, convogliano nelle casse dell’ente, insufficienti a coprire i costi del servizio. Una strada difficilmente praticabile, non solo per le resistenze delle associazioni dei consumatori ma anche per la problematica di estendere ulteriormente una tassa in un periodo di ristrettezza economica. Diverso il discorso per l’ipotesi della tassa regionale, sullo stile di quanto avviene per quelle dei rifiuti. Anche in questo caso, però, le problematiche sarebbero diverse. Innanzitutto la divergenza di importo da un territorio all’altro.

Per non scontentare tutti, è assai probabile che il Canone Rai resterà il medesimo. Di importo e di modalità di pagamento. E, nondimeno, per quel che riguarda le esenzioni. L’esonero dalla tassa, infatti, può essere richiesto da coloro che, per valide ragioni, ne faranno richiesta apposita all’Agenzia delle Entrate. Nello specifico, servirà la compilazione del Modulo di Dichiarazione sostitutiva, nel quale dimostrare il possesso dei requisiti necessari. Si va dal compimento dei 75 anni con reddito annuo non superiore agli 8 mila euro, al mancato possesso di un televisore in grado di sintonizzare i canali sui servizi Rai. In sostanza, non cambierà nulla. E le voci sulle possibili modifiche del Canone Rai, almeno per il momento, sono destinate a restare tali. Vero è che la tassa tornerà singola e, per questo, ci sarà bisogno di ricordarne il pagamento. Ma in fondo questo vale per tutte le tasse.

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