Gli esperti allertano: “Espulsione solare pronta a colpire la Terra”

L’espulsione di massa coronale è un fenomeno noto. Con effetti solitamente minimi, a meno che l’intensità non sia particolarmente elevata.

 

Quando si tratta del Sole bisogna sempre fare opportuna attenzione a ciò che si dice. Perché, come niente, delle semplici parole potrebbero essere interpretate come una possibile imminente catastrofe.

Espulsione massa solare
Foto © AdobeStock

Per questo, nel momento in cui gli esperti segnalano l’arrivo di una cosiddetta espulsione di massa coronale (CME) diretta verso la Terra, sarebbe opportuno mantenere la calma. Non si sta parlando, infatti, di un evento apocalittico, né di chissà quale tempesta solare. Un fenomeno di questo tipo, infatti, è assolutamente normale. Anzi, per la verità la recente espulsione di massa coronale ha già colpito il campo magnetico terrestre nella giornata di mercoledì. Senza che fossero riscontrate grosse variazioni rispetto all’assetto generale della vita sulla Terra. Secondo quanto riferito dallo Space Weather Prediction, un’altra tempesta geomagnetica è stata registrata nella giornata di giovedì e un’altra è stata prevista per quella di venerdì. Sugli effetti si può discutere. Fin qui, infatti, sono stati minimi.

Ben diverso potrebbe essere il discorso per la tempesta di venerdì. Gli impatti di un’espulsione di massa coronale, come detto un evento abbastanza frequente per una stella giovane come il Sole, vanno individuati innanzitutto sulla magnetosfera. La quale può essere disturbata dall’emissione di luce derivante dal fenomeno. Nello specifico, la magnetosfera viene compressa nella regione illuminata dalla stella, con espansione nella regione non illuminata. Il fenomeno genera anche effetti visivi. Innanzitutto delle aurore particolarmente intense, le cosiddette Luci del Nord, qualora la riconnessione della magnetosfera avvenga nella zona notturna.

Espulsione di massa coronale dal Sole: le conseguenze attese sulla Terra

A livello più concreto, un fenomeno come l’espulsione di massa coronale può provocare il disturbo delle trasmissioni radio, le interruzioni di energia e persino danneggiare satelliti. Oltre che interferire sulle linee di trasmissione elettrica. Si tratta di una fenomenologia ampiamente conosciuta e studiata, tanto che già nel 1859 fu possibile registrare la perturbazione geomagnetica più intensa, con osservazione di un brillamento da parte di Richard Christopher Carrington. Niente di strano che il fenomeno prenderà, in seguito, il nome di Evento di Carrington, per quella che è tuttora la tempesta geomagnetica più forte mai registrata. Detto questo, la nuova espulsione dal Sole non ha niente a che vedere con un evento come quello del 1859. Il quale, per inciso, irruppe sulla Terra in un momento storico in cui la tecnologia più avanzata era quella del telegrafo.

E in effetti, i disturbi sulle linee telegrafiche furono registrati. Quelli attesi per l’ondata solare di venerdì, invece, potrebbe sortire i propri effetti sotto forma di fluttuazione della rete elettrica, creando irregolarità satellitari e degradazione dei segnali radio e GPS. I principali impatti, quindi, dovrebbero registrarsi nello Spazio. In primis sui satelliti, compresi quelli di geolocalizzazione. Probabile qualche interferenza sui sistemi elettrici di superficie ma, di sicuro, niente di apocalittico. Almeno da questo punto di vista (per ora) si può stare tranquilli.

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