Conto corrente bloccato, può succedere a tutti, senza preavviso: come evitarlo

Ci sono dei casi nei quali la banca può decidere di bloccare un conto corrente senza preavviso. Vediamo quali sono.

 

Immaginatevi di trovarvi di punto in bianco con il conto corrente bloccato. E non perché è in atto un tentativo di phishing dei soliti truffatori, ma perché è la vostra banca a deciderlo.

perché bloccano il conto corrente
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L’operatività del conto improvvisamente bloccata con tutte le conseguenze del caso e ovviamente i problemi legati a bancomat e carte di credito oppure alla domiciliazione delle bollette o ancora all’accredito di stipendio o pensione. Insomma, un grattacapo grande così. Non è semplice che accada, ma nemmeno impossibile. E sembra che a partire da giugno l’occhio del Fisco e delle banche, sollecitate dall’Europa, sarà ancora più severo.

La banca in qualche caso può bloccare il conto corrente e dunque andiamo a vedere quali sono i rischi che corriamo per eventualmente prevenirli. Va detto che la più drastica delle decisioni non è sempre la nostra banca di fiducia a prenderla, la nostra filiale per intenderci: certe decisioni arrivano dall’alto o addirittura da terzi, da molto lontano.

Conto corrente bloccato senza preavviso: i casi in cui la banca lo può fare

Il blocco del conto corrente, come detto, quindi occorre prestare la massima attenzione per non perdere tutto ciò che al conto è legato.

Conto in rosso

Il primo caso è quello in cui la banca blocca il suo cliente nel momento in cui il conto risulti essere in rosso, con il saldo finisce in negativo ma anche quando viene saltato il pagamento delle rate di un finanziamento. Di fatto, la banca non permette lo ‘scoperto’, di effettuare cioè pagamenti senza che ci siano i fondi necessari per farli.

Di prassi, la banca prima di procedere con un tale provvedimento, avvisa il cliente del rischio che sta per correre se non aggiusta il suo saldo.

Ci possono chiudere il conto corrente: mancata osservanza regole anti riciclaggio

La banca può bloccare il conto corrente anche quando vengono a mancare le osservanze della normativa anti-riciclaggio. Dal 2014 i titolari di un conto corrente sono obbligati durante la sottoscrizione, a compilare il questionario MiFID che prevede una serie di domande riguardanti la conoscenza degli strumenti finanziari, con rischi annessi in materia di investimenti.

La banca può bloccare il conto anche quando sono figure terze a richiederlo. Se il cliente ha debiti con privati e con il fisco e non li onora, scatta la punizione. In questi casi delicati, la banca procede al blocco del conto corrente eseguendo di fatto un’ordinanza dell’Autorità giudiziaria che avvia il pignoramento. Sempre però previo avvertimento e almeno 10 giorni di tempo per risolvere la situazione debitoria.

Debiti con il Fisco

Avere debiti con il Fisco è il modo più veloce per vedere il proprio conto bloccato. Non c’è più l’ordinanza dell’Autorità giudiziaria, ma un pignoramento diretto poiché la cartella esattoriale è già un atto esecutivo. Si hanno 60 giorni di tempo per corrispondere al Fisco quanto dovuto ed evitare quindi il blocco del conto.

Un’ultima ragione per la quale la banca può sospendere l’operatività sul conto corrente è legata al decesso del titolare dello stesso. In questi casi, in realtà, il conto è soltanto congelato in attesa della successione.

Se il conto corrente è cointestato, il decesso di uno dei due titolari fa scattare il blocco del 50% della liquidità disponibile, ma piena libertà sul restante 50%.

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