Legge 104, passaggio automatico o no? Che succede se si cambia lavoro

Ogni variazione dev’essere comunicata all’Inps. La Legge 104 copre ma il beneficiario dell’agevolazione dovrà fare la sua parte.

 

Fruire dei benefici della Legge 104 è fondamentale per chiunque si trovi in condizione di invalidità. Oppure per chi dovesse trovarsi ad assistere un familiare in tale situazione.

Legge 104 cambio lavoro
Foto © AdobeStock

Come abbiamo avuto modo di vedere, la 104 permette di ottenere una serie importante di agevolazioni e di indennità, soprattutto in termini di permessi retribuiti dal lavoro. Un riconoscimento ai lavoratori dipendenti, in entrambe le circostanze, a patto che si impegnino a rispettare il patto di fiducia stipulato con il datore di lavoro. Un diritto a tutti gli effetti che, in caso di inadempienza oppure di abuso, potrebbe però trasformarsi repentinamente in un boomerang. Con possibilità addirittura di perdita del lavoro. Ma visto che si tratta di un accordo, sostanzialmente, viene da chiedersi se, in caso di cambiamento nella propria occupazione con passaggio sotto le dipendenze di una nuova azienda, al lavoratore venga in automatico riconosciuto il diritto ai premessi.

Ricordiamo che per ottenere i permessi in questione è necessario inoltrare specifica richiesta all’Inps, nella quale specificare anche l’azienda presso la quale si lavora. E va detto pure che la richiesta per ottenere i permessi della 104 è da effettuare una sola volta. Questo porta a credere che i nuovi passaggi consentano in automatico di continuare a godere delle prestazioni ottenute tramite la Legge 104. L’Inps, tuttavia, richiede anche un altro passaggio, ossia la comunicazione tempestiva qualora subentrino variazioni nel quadro generale dell’agevolazione ottenuta. Specialmente in merito ai requisiti.

Legge 104, come riottenere i permessi retribuiti se si cambia lavoro

Qualora si dovesse cambiare lavoro, questa come ogni altra variazione andrà comunicata per tempo all’Inps. Ad esempio, in caso di revisione del giudizio di gravità della situazione di handicap (solo da parte della Commissione medica integrata) ma anche per l’utilizzo di permessi da altri familiari. Tutto dovrà essere comunicato all’Inps, che dovrà quindi aggiornare la pratica e disporre nuovamente la fruizione del beneficio. Ovviamente, anche nel caso in cui dovesse cambiare il datore di lavoro sarà obbligatorio comunicarlo opportunamente. Il che, di fatto, andrà a presupporre l’inoltro di una nuova domanda e, quindi, il rifacimento della procedura da capo. Non cambia però l’impostazione generale dell’agevolazione, che resta destinata a tutti i dipendenti inquadrati nella Legge 104, invalidi o che assistono un familiare disabile.

I permessi retribuiti possono essere goduti in giorni oppure frazionati in ore. È fondamentale, però, che nel momento in cui si vada a beneficiarne vengano assolte tutte le mansioni per le quali i permessi sono predisposti. In caso contrario, le conseguenze potrebbero essere piuttosto serie. Per quanto riguarda coloro che assistono, possono beneficiare dei permessi i genitori (anche adottivi o affidatari), il coniuge, la parte dell’unione civile, il convivente di fatto o parenti o affini entro il secondo grado. In casi eccezionali anche entro il terzo. Dovrà inoltre sussistere il rapporto di lavoro dipendente in corso e uno stato di disabilità grave per la persona assistita.

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