L’incubo delle bollette scadute: oltre questo limite staccano la luce

In tempi di crisi economica, non riuscire a saldare le bollette è tutt’altro che impensabile. Ecco dopo quanto tempo staccano le utenze.

 

La difficoltà del distacco può essere considerato un concetto empirico. Vale per situazioni affettive, per trasferimenti in altri contesti urbani. E, perché no, anche per quello delle utenze.

Bollette distacco utenze
Foto © AdobeStock

In questo caso si tratta di qualcosa di decisamente più terreno. Il mantenimento delle utenze, si tratti di luce o gas, è legato al pagamento delle corrispondenti bollette. Capitolo delicatissimo considerando la situazione attuale, in cui la crisi economica è tangibile tanto quanto l’inflazione prosegue il suo livello di crescita. Il problema serio è legato agli standard di consumo, dati in discesa pur a fronte di una spesa complessiva più elevata. Un paradosso che si cercherà di risolvere tramite una riorganizzazione degli aiuti sociali, o almeno questa pare l’intenzione in vista delle prossime elezioni. Nel frattempo, i contribuenti fanno i conti con il fuoco incrociato dei rincari, sui prodotti e in bolletta, e di un potere d’acquisto sempre più fiacco.

Considerando gli elementi in gioco, non appare difficile immaginare una condizione per cui un contribuente non riesca più a onorare i costi. E non riuscire a pagare in tempo le proprie bollette significherebbe, giocoforza, incappare in un circolo vizioso che, alla lunga, potrebbe portare conseguenze anche serie. In primis, il mancato apporto dell’energia domestica, in un momento storico in cui si fa già i conti con una possibile sforbiciata alle forniture. Teoricamente, al di là della scadenza, esiste un periodo “cuscinetto” stabilito dall’Autorità Garante, fissato in 20 giorni. Durante i quali il contribuente potrà saldare il tutto senza incorrere in conseguenze.

Bollette scadute, quando staccano le utenze? Il limite da non superare

Vale comunque la pena di chiederselo, visto e considerato che per molti contribuenti il proverbiale arrivo a fine mese sembra più che mai una chimera: dopo quanto tempo, effettivamente, le società gestenti sono legittimate al distacco delle utenze? Prima di tutto va detto che il mancato pagamento di luce e gas genera una morosità a carico del cliente, al quale verrà dapprima inviato un sollecito. Nel caso in cui il consumatore risulti inadempiente anche dopo il primo richiamo, riceverebbe a questo punto una raccomandata come forma di diffida formale, con la quale si intimerà di fatto al pagamento di quanto dovuto. Missiva corredata, naturalmente, dalla data ultima entro la quale le bollette dovranno essere saldate. Qualora anche questo termine dovesse essere saltato, generalmente il distacco avverrebbe dopo 20 giorni.

Un’ulteriore mossa, prima del distacco definitivo, potrebbe essere quella del depotenziamento. Ossia, il contatore sarebbe ridotto in potenza fino al 15%. E questo anche dopo una sola bolletta non pagata. Inoltre, in caso di morosità, al consumatore saranno addebitati gli interessi del caso, in base al tasso stabilito a livello ministeriale, con aggiunta ulteriore del 3,5%. Chiaramente, per ogni procedura che verrà avviata, il contribuente dovrà essere debitamente informato. Anche perché, qualora il preavviso non fosse arrivato, sarà facoltà del consumatore rivolgersi all’Autorità di Regolazione per l’Energia Reti e Ambiente (Arera) al fine di ottenere un indennizzo pari a 20 euro ma solo in caso sia comprovato il mancato invio dell’avviso di mora. In caso di distacco, a ogni modo, per la riattivazione occorrerà mettersi in contatto direttamente con il fornitore, per fornire una prova di pagamento effettuato.

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