Busta paga agosto 2022: l’incredibile novità che piacerà a molti

Nella busta paga agosto 2022 ci sarà un’incredibile novità che farà felice molte persone: un aumento di 75 euro per queste categorie di lavoratori.

A quanto pare, con la caduta del Governo Draghi, milioni di italiani non potranno contare sulla tanto attesa proroga del bonus da 200 euro. Ma, con il Decreto Aiuti Bis, potrebbe esserci un’altra novità che renderà felici molti cittadini e lavoratori.

busta paga agosto 2022
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Il nuovo decreto Aiuti ha lo scopo di introdurre, tra le tante novità, anche un taglio dei contributi versati mensilmente dai lavoratori. Questa misura contribuirebbe a produrre un aumento degli stipendi, con un valore aggiunto in busta paga agosto 2022 pari a 75 euro.

L’importo varia in base al reddito percepito dal lavoratore e, secondo quanto annunciato, i lavoratori potrebbero beneficiare sia della riduzione del versamento dei contributi sia del recupero del beneficio del mese di luglio.

Busta paga agosto 2022: cosa dobbiamo attenderci

Stando a quanto riportato da Il Messaggero nella busta paga di agosto 2022 i lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che del settore privato, beneficeranno di una riduzione dei versamenti contributi e di un recupero delle somme di luglio.

Se a questi due fattori aggiungiamo anche lo scatto dello 0,8% che è avvenuto nel 2022, si arriva ad un aumento mensile in busta paga pari a circa 75 euro.

L’importo è strettamente correlato alla retribuzione del dipendete. Infatti, più la RAL è bassa e più sarà bassa la cifra oggetto del suddetto aumento. Viceversa, gli stipendi medio-alti potranno beneficiare della misura piena di 75 euro.

Riportiamo l’esempio pratico utilizzato da quotidiano per descrivere la situazione:

“Con 1.280 euro mensili il beneficio complessivo ad agosto sarebbe di 36 euro. Un effetto insomma proporzionale all’entità del reddito e dunque minore in cifra assoluta per quelli meno elevati.”

Dopotutto, si tratta di una misura completamente diversa rispetto al bonus una tantum di 200 euro. In questo caso, infatti, il beneficio è rivolto ai lavoratori a reddito medio basso, fino a 35.000 euro.

L’impatto delle misure sul bilancio di Stato

Sebbene l’erogazione di un beneficio del valore di 200 euro esentasse possa sembrare più conveniente rispetto ad un aumento massimo di 75 euro, occorre considerare alcuni aspetti.

Innanzitutto, il bonus di 200 euro è una misura una tantum. Ciò vuol dire che l’importo non è erogato mensilmente, come per l’aumento, ma solo quando il Governo stanzia le risorse necessaria alla distribuzione di ricchezza.

Inoltre, un altro aspetto che non va dimenticato, è l’impatto delle singole misure sul bilancio di Stato. Di fatto, il bonus una tantum ha rappresentato un costo nettamente superiore, pari a 6 miliardi di euro rispetto al taglio del cuneo contributivo.

Quest’ultima misura, infatti, ha un duplice vantaggio: prevede un aumento mensile e ha un costo inferiore.

Se il prossimo esecutivo, che salirà dopo le elezioni d’autunno, dovesse confermare tale misura, questa potrebbe diventare strutturale. Così facendo, il beneficio economico sarebbe concesso in modo proporzionato a tutti i lavoratori dipendenti. Ma, cosa ancora più importante, l’importo effettivamente percepito dal lavoratore, su base annuale, sarebbe più alto del bonus una tantum.

Dunque, si spera che il Decreto Aiuti Bis, che dovrebbe essere provato in settimana, introduca il nuovo taglio contributivo in busta paga.

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