Stipendi, arriva la quindicesima speciale: chi sono i fortunati che la riceveranno

I prodotti salgono di prezzo ma gli stipendi restano gli stessi. Tranne che per i dipendenti di aziende che hanno disposto una quindicesima speciale.

 

Coi tempi che corrono, ogni aiuto sul piano economico è ben accetto. Meglio ancora se dovesse venire direttamente dalla propria busta paga. Ossia in base al proprio lavoro.

Stipendio quindicesima
Foto © AdobeStock

Un obiettivo che, per assurdo, è tutt’altro che alla portata di tutti. Perché in fondo l’impalcatura dell’occupazione in Italia presenta ancora qualche punto debole, e ottenere non tanto le gratifiche quanto uno stipendio regolare diventa una chimera per molti lavoratori. Il che, in un momento storico fatto di rincari in bolletta, sul carburante e persino al supermercato, rischia di logorare la resistenza del tessuto economico della classe media ben più di quanto non lo fosse già. Anche perché, stando alle previsioni, il prossimo futuro non sarà più positivo. Per la serie, meglio armarsi di pazienza e centellinare le proprie spese, evitando quindi il rischio di trovarsi con l’acqua alla gola.

Per i prossimi mesi, verranno registrati gli aumenti del prezzo di luce (17%) e gas (addirittura 27%), per un peso complessivo da 600 euro sulle spalle delle famiglie italiane. Anche per questo, a fronte degli incentivi pensati direttamente dal Governo, a muoversi sono state anche le aziende, che stanno disponendo alcune misure di emergenza per aiutare i lavoratori in tempo di crisi. Strategie di welfare che le aziende hanno messo in moto affinché i lavoratori non debbano patire troppo situazioni domestiche complicate. In termini colloquiali, l’aiuto in arrivo per alcuni lavoratori potrebbe essere definito una sorta di quindicesima.

Arriva la quindicesima speciale: chi ne ha diritto e perché

Da iniziativa sostanzialmente circoscritta, l’idea di disporre una quindicesima straordinaria per i dipendenti sta diventando sempre più popolare. Alcune società hanno infatti operato delle vere e proprie donazioni ai propri lavoratori, con l’intento sia di cementare la fidelizzazione con il datore di lavoro che di sgravare gli stipendi dalle scorie delle spese eccessive. La società Fonti di Vinadio, ad esempio, ha messo a disposizione dei dipendenti ben 1.500 euro in più in busta paga per una mensilità. E lo stesso stanno facendo realtà più grandi, persino qualche banca. Intesa Sanpaolo, ad esempio, ha deciso di concedere un bonus da 500 euro a ognuno degli 82 mila dipendenti del gruppo, per un totale di circa 50 milioni di euro in quindicesima speciale.

Stessa iniziativa anche da parte di Acqua Sant’Anna, che disporrà un aumento di stipendio in busta paga pari a un’ulteriore mensilità. La ragione è semplice: come spiegato dall’amministrato delegato e presidente Alberto Barone, a fronte dell’aumento del costo dei prodotti gli stipendi sono rimasti gli stessi. E questo crea un’evidente discrepanza fra la produttività della forza lavoro, il contributo effettivamente elargito e, soprattutto, la capacità di acquisto. Da qui l’idea di premiare i propri dipendenti, con la speranza che anche altri imprenditori facciano altrettanto: “Hanno detto che potrebbero farlo anche loro, che ci devono pensare”. In realtà, qualcuno ha alzato anche l’asticella: l’azienda Reynaldi Cosmetici di Torino ha deciso di destinare un terzo degli utili ai dipendenti. Praticamente 5 mensilità in più di retribuzione.

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