Pannelli solari e fotovoltaici, la scelta obbligata: quali scegliere e perché

Tetto al gas, affrancamento dall’energia estera: l’Europa viaggia verso il sostenibile ma tutto dipende dai costi. Dei pannelli in primis.

 

La crisi di governo non potrà fermare la transazione ecologica. A meno che l’Italia non voglia restare indietro con gli obiettivi posti dall’Europa in materia di energia sostenibile.

Pannelli solari fotovoltaici
Foto © AdobeStock

Certo è che il semplice incentivo all’ammodernamento energetico di edifici e abitazioni potrebbe non bastare a raggiungere gli obiettivi. Il 18 maggio scorso, il RepowerEu ha posto le basi per la riduzione progressiva della dipendenza dal gas russo dei Paesi europei, così da ridurre anche le energie inquinanti. L’obiettivo di sganciare gli approvvigionamenti del Vecchio Continente dai gasdotti di Mosca, in sostanza, sarebbe finalizzato anche a fornire gli incentivi giusti per puntare il grosso degli investimenti sulle forme di energia rinnovabili. In questa direzione vanno il tetto al prezzo del gas, ancora in fase di definizione, e soprattutto la liberalizzazione delle rinnovabili, così da semplificarne la diffusione sul mercato. Uno dei pilastri della riforma parla la lingua dei pannelli fotovoltaici, il cui impianto è previsto sia sugli edifici pubblici che su quelli privati.

Anzi, per la verità si tratta di un obbligo. Con l’obiettivo dichiarato di raggiungere una potenza oltre i 500 Gigawatt grazie ai pannelli installati sui tetti, non oltre il 2030. Deadline che costituirà un importante spartiacque per il futuro energetico dell’Europa, visto che entro quella data dovrà essere raggiunta in buona parte la decarbonizzazione e la produzione di forme di energia d’origine fossile. Obiettivi chiaramente rallentati dalla pandemia e, nondimeno, dalla guerra in Ucraina. Tuttavia, su questo punto l’Europa non sembra disposta a concedere deroghe, vista anche la partenza delle novità legislative già prima della pandemia.

Pannelli solari e fotovoltaici: quale scegliere e qual è la differenza

L’Italia fa parte del gioco. Anzi, per la verità gli ultimi mesi del Governo Draghi avevano fornito qualche indicazione in termini di transazione ecologica. Per quel che riguarda i pannelli solari, una prima agevolazione era stata predisposta per l’installazione dei dispositivi domestici e lo stesso era stato effettuato per il cosiddetto mini-eolico. Incentivi volti a favorire le spese per tutti coloro che hanno scelto di percorrere la strada della sostenibilità, paralleli all’inserimento delle suddette spese nel quadro della manutenzione ordinaria. Il nostro Paese, tuttavia, ha incontrato la battuta d’arresto della burocrazia. Il decreto Ucraina aveva cercato di integrare, se non di superare del tutto, il controverso decreto Aiuti, disponendo un’estensione delle aree in cui posizionare i pannelli, ossia da 300 a 500 metri per le zone agricole e da 150 a 300 per le adiacenti alle autostrade.

Gli obiettivi sostenibili

A ogni modo, vista l’instabilità geopolitica e la crisi perdurante (che ha già riacceso qualche centrale di carbone), inquadrare il futuro in una linea retta appare complicato. L’obiettivo dei governi europei è quello di affrancarsi il più possibile dalle forniture estere di forme d’energia inquinanti, così da arrivare al 2050 con l’obiettivo delle emissioni zero ormai in archivio. Tuttavia, secondo quanto affermato dal Renewable Energy Report 2022 dell’Energy & Strategy del Politecnico di Milano, almeno per quanto riguarda il nostro Paese la strada appare ancora in salita. Anche per uno spreco di energia che, secondo gli esperti, allontanerebbe ogni anno di più il raggiungimento dell’obiettivo 2030, ossia la produzione di energia al 72% con fonti rinnovabili. Figurarsi per il 2050. Per questo l’accelerazione sugli impianti potrebbe essere la scelta più sensata, anche in virtù degli incentivi.

Pannelli solari e fotovoltaici: la differenza

L’impianto di un pannello solare piuttosto che di un impianto fotovoltaico è la prima scelta da dirimere. I primi, infatti, producono calore per il riscaldamento dell’acqua delle caldaie, mentre i secondo utilizzano i raggi solari direttamente per la produzione di energia elettrica. Il vantaggio dei pannelli solari è anche il solar cooling, ossia la macchina di refrigerazione, oltre che il risparmio sensibile di energia. Diverso il discorso per i pannelli fotovoltaici, performanti ma più grandi (sopra i 15 metri quadri). Anche se decisamente superiori in termini di durata (anche 30 anni, ossia 10 in più dei solari).

Il costo varia: il fotovoltaico viene di più ma, con una durata maggiore, garantisce un risparmio maggiore sul lungo periodo. Inoltre, beneficiano di un 50% di bonus, oltre che eventualmente del Superbonus. Per i pannelli solari, la spesa difficilmente supererebbe i 10 mila euro da una base di 2 mila. Il fotovoltaico salirebbe: da 9 mila a 16 mila.

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