Aspartame, allarme degli esperti: “Ecco perché fa male” l’alternativa allo zucchero

Alcuni studi hanno evidenziato come l’aspartame, e in generale i dolcificanti artificiali, possano essere lesivi in grandi quantità.

 

Un’alternativa storica allo zucchero nel caffè. L’aspartame rappresenta un compagno di viaggio frequente per chi deve rinunciare alla dolcificazione classica degli alimenti.

Aspartame effetti
Foto © AdobeStock

Pochi sanno, però, che i dolcificanti sono presenti in numerosi alimenti di larghissimo consumo e, soprattutto, che il loro apporto non è sempre salutare. O comunque non più del mero zucchero, visto che un’assunzione progressiva, stando agli esperti, andrebbe a provocare comunque dei potenziali rischi per la nostra salute. In realtà si tratta di un approfondimento piuttosto recente, visto che fino a inizio Millennio, sostanzialmente, gli studiosi ritenevano i dolcificanti come l’aspartame del tutto sicuri, affrancati da effetti nocivi sulla salute di chi li utilizzava. Il primo importante studio, in questo senso, è arrivato nel 2006, quando l’Istituto Ramazzini di Bologna aveva confermato alcuni sospetti sugli effetti dei dolcificanti artificiali.

Nello specifico, a seguito di alcuni esperimenti condotti in laboratorio, si parlava di insorgenza di cancro in oltre il 90% delle cavie esposte all’aspartame, addirittura anche in basse dosi. Più di recente, nel 2021, anche la rivista Environmental Health ha esplorato il tema, evidenziando come nuove scoperte evidenzierebbero l’aspartame come elemento chimico cancerogeno nei roditori. In pratica, il risultato degli studi ha in buona sostanza confermato quello del 2006, allargando l’allerta anche ai soggetti umani che assumono dolcificanti artificiali. Specie se si tratta di bambini o donne in gravidanza.

Aspartame, gli esperti concordano sui rischi: ecco come individuarlo

L’assenza di calorie, ha spinto (e continua a spingere) alcuni consumatori a ritenere l’aspartame una valida alternativa allo zucchero. Convinzione che si basa su una verità di fondo, visto che il dolcificante artificiale fa il suo dovere in modo persino superiore allo zucchero raffinato, senza però aggiungere l’apporto calorico. Questo, però, sarebbe l’unico pregio dell’elemento che, secondo quanto appurato dagli esperti, potrebbe potenzialmente avere degli effetti anche piuttosto seri sulla salute dei consumatori. Anche uno studio francese, condotto su dolcificanti simili, ha evidenziato le possibilità di maturare i presupposti per un rischio cancerogeno. Risultati scientifici che, a questo punto, hanno iniziato a destare l’attenzione degli acquirenti, se non altro per capire in quali cibi si trovino effettivamente i dolcificanti artificiali.

Anche perché, al momento, sia l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) che la Fda, continuano a ritenere sicuri l’aspartame e i suoi fratelli. Tanto che la stessa Efsa ha mantenuto i parametri sulla quantità giornaliera massima, ossia 40 mg per chilo corporeo. Norme che, secondo gli esperti che hanno condotto i suddetti studi, sarebbe necessario rivedere, sia nell’assunzione che nell’esposizione. Va detto, però, che le leggi comunitarie impongono alle case produttrici di indicare sulle etichette l’eventuale presenza di dolcificanti sintetici. I quali vengono indicati come aspartame (sigla E951), acesulfame-K (E950) e sucralosio (E955). Il novero dei prodotti è piuttosto ampio, visto che comprende bibite, salse, cereali, marmellate e persino chewing-gum. Prodotti che, solitamente, compaiono con la dicitura “light” proprio in virtù della presenza dei dolcificanti.

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