Serie A, le tv verso il “tridente”: pronto l’accordo sul decoder unico

Dazn, Sky e Tim pronti a convergere su un pacchetto condiviso per la Serie A. L’idea è di trasferire i canali del network streaming sulla piattaforma satellitare.

 

Il primo anno senza Sky a tenere le redini ha portato risultati non pienamente convincenti, per usare un eufemismo. Il controllo quasi totale da parte di Dazn, infatti, si è più volte scontrato con un servizio che ha conosciuto il pantano della lamentela.

Serie A Dazn Sky Tim
Foto © AdobeStock

Tanto che, ora come ora, si ragiona in termini diversi. Con la Serie A praticamente alle porte, visto che il via sarà addirittura il 13 agosto (“colpa” del Mondiale in Qatar, previsto tra fine novembre e metà dicembre), i principali competitor non solo starebbero lavorando a un pacchetto convergente ma addirittura sarebbero in dirittura d’arrivo. L’obiettivo, condiviso fra Sky, Tim e la stessa Dazn, è quello di riportare su Sky tutti i canali del network britannico e, probabilmente, anche l’applicazione Dazn. Per la precisione, sul decoder Sky Q. Secondo quanto riferito da MilanoFinanza, la situazione sarebbe in via di definizione. Notizia importante visto che allo start manca meno di un mese.

Teoricamente, Dazn avrebbe in mano l’intero business fino al 2023-2024, detenendo i diritti dell’intera Serie A. Il pacchetto prevede 7 partite in esclusiva per ogni giornata di campionato, mentre altre 3 sono in coesclusiva con Sky. L’idea sarebbe quella di tornare a coinvolgere l’ex titolare su tutto il fronte del servizio, in parte ripristinando quella che era stata la linea d’azione del triennio precedente, ossia quando era Sky a essere disponibile sui canali Dazn (Dazn 1 per la precisione). La differenza è che, in questo caso, il network londinese avrebbe la disponibilità dei canali Dazn piuttosto che una sub-licenza. Gli abbonamenti, in sostanza, resterebbero separati.

Serie A, l’idea del tris nel pacchetto: il ruolo di Tim

A fronte di due abbonamenti, il telecomando resterebbe uno. Sky ne guadagnerebbe in termini di servizio, mentre a Dazn spetterebbero perlomeno qualche decina di milioni da parte della quasi ex concorrente. Cifre ancora tutt’altro che certe ma sulle quali si cercherà a breve la convergenza. In questo quadro, interverrebbe anche Tim, che andrebbe a ridurre sensibilmente l’impegno economico nei confronti di Dazn, passando dagli attuali 340 milioni a 250 circa, lasciando l’esclusiva. Più o meno quel che è avvenuto in Germania, con la Bundesliga su Sky a 39,90 euro al mese e abbonamento a Dazn a 29,90 euro. Prezzo che verrà disposto a breve anche in Italia, considerando che la promozione a 19,90 euro al mese è ormai scaduta. Inoltre, la possibilità della visione condivisa verrà rimossa dall’abbonamento Standard, trasferendo questa funzione alla versione Premium (a 39,90 euro).

In attesa di maggiore chiarezza sulla linea d’azione, l’Agcom dà il proprio assenso alla strategia di Dazn per le strategie messe in atto. L’obiettivo, infatti, è quello di “assicurare il corretto adempimento alle prescrizioni formulate, in particolare, quella di utilizzare Auditel… per la rilevazione degli ascolti attraverso l’adozione del sistema cosiddetto total audience”. Scopo finale, il rilascio di un dato certificato relativo agli ascolti. Un altro passo che Agcom ha fatto sapere di apprezzare.

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