Regalare soldi ai propri figli: siamo sicuri che la legge lo consenta?

Uno dei crucci dei cittadini italiani, soprattutto nell’ultimo periodo è legato a quelle che sono le questioni finanziarie.

Gli ultimi anni hanno visto una particolare rivoluzione nel settore finanziario. Gli italiani in molte occasioni non sono certi di sentirsi preparati ad affrontare determinate operazioni proprio perchè poco preparati sull’argomento. Potrebbe sembrare paradossale ma è proprio così. Gli ultimi tempi hanno ribaltato del tutto alcune logiche, cambiato regole e favorito determinate logiche.

donazioni contante
Foto © AdobeStock

In molti casi, ad esempio è poco chiaro al cittadino medio, colui che generalmente non si interessa tanto di certe dinamiche, che non prova nemmeno a capirle pur potendo, come effettuare anche alcune semplici operazioni. Una delle pratiche più comuni, ad esempio quella di donare, di offrire soldi ai propri parenti, ai propri figli, meglio ancora, spesso diventa qualcosa di particolarmente complicato perchè non appaiono chiare determinate dinamiche.

Le ultime modifiche, ma in generale un regolamento che non consente chissà quante leggerezze possono rendere difficile anche la semplice operazione di donare ad esempio soldi al proprio figlio, o magari a qualsiasi altro parente oppure ad un amico. Non tutto quello che ci appare come la cosa più semplice di questo mondo in realtà risulta poi fattibile pienamente. A questo punto quindi è meglio comprendere come muoversi per alcune tipologie di possibili situazioni.

La pratica in questione, donare soldi ai propri figli, ad esempio è una delle più comuni in assoluto per chi è genitore. Spesso figli anche adulti non lavorano o comunque non hanno un lavoro che consenta una totale indipendenza. Si rende necessario in questo caso il classico aiuto da parte dei genitori. Spesso inoltre non è possibile magari per la distanza passare soldi in contanti e quindi si rende obbligatorio il passaggio attraverso conto corrente o altri strumenti di pagamento.

Regalare soldi ai propri figli: ecco come fare per non rischiare sanzioni

Per effettuare donazioni gratuite ai propri figli, senza rischiare insomma di passare per processi particolari, sanzioni, imposte e quant’altro. Il rischio chiaramente è quello di incappare nelle logiche che spingono lo Stato a controllare eventuali passaggi illeciti di denaro. Di conseguenza per intraprendere operazioni che potrebbero dimostrarsi in qualche modo equivoche occorre la massima attenzione da parte di chi conduce in qualche modo il tutto.

Un passo interessante, ad esempio potrebbe essere quello di abbinare ad un bonifico rivolto al proprio figlio una casuale che in qualche modo vada a chiarire la logica che giustifica lo stesso movimento di denaro. Il consiglio è chiaramente quello di non trasferire somme di denaro troppo elevate, sempre per non rischiare magari di dare nell’occhio. Inoltre, il tutto, per evitare ulteriori fraintendimenti deve essere proporzionato al reddito di chi dona, altro passo molto importante.

Per non risultare più di tanto esposti alle maglie del Fisco, ultimamente è più opportuno riccorrere a quelle che sono definite donazioni indirette. Queste consentono di risparmiare un bel po’ di denaro perchè effettuabili senza la presenza di un professionista che si occupi dell’intera operazione, come ad esempio un notaio. Non esistono in questo caso tasse sulle stesse donazioni e di conseguenza il tutto può essere gestito in autonomia. Nel caso specifico l’unico accorgimento da prendere è quello di specificare la natura del movimento bancario.

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Chiaramente specificare che si tratta di una donazione da parte dei genitori al proprio figlio e di conseguenza non esagerare con la somma da donare, cosi come anticipato. A questo punto non dovrebbero esserci problemi per quel che riguarda la conclusione dell’operazione e nessuna cattiva sorpresa dovrebbe arrivare al diretto interessato. Le indicazioni insomma ci sono, trasferire denaro al proprio figlio non è una operazione impossibile e soprattutto non rischiosa fiscalmente. Oggi più che mai.