Allarme, lago chiuso: il caso dell’ameba mangia-cervello

Chiusa la spiaggia di uno specchio d’acqua, dove un turista ha mostrato sintomi da contagio da ameba Naegleria fowleri.

 

Il nome è “ameba mangia-cervello”, e già così mette i brividi. In più, le notizie che si rincorrono sul caso che ha coinvolto un turista della contea di Taylor, nell’Iowa, rendono il quadro anche più inquietante.

Cervello ameba contagio
Foto © AdobeStock

Tutto sarebbe successo al termine di una nuotata nel Lake of Three Fires State Park: uscito dall’acqua, l’uomo non avrebbe accusato sintomi particolari. I quali, però, non hanno tardato a manifestarsi già nelle ore successive: febbre alta, nausea, vomito, cefalea, alterazione sensoria, persino segni neurologici focali. Una serie di sintomatologie che hanno allertato immediatamente i medici, inducendoli a ritenere plausibile una connessione con la Naegleria fowleri, un’ameba unicellulare, invisibile a occhio nudo ma in grado di provocare un’infezione cerebrale estremamente pericolosa come la meningoencefalite amebica primaria (PAM). Un sospetto dato non solo dai sintomi riscontrati nel turista ma anche da una serie di condizioni climatico-ambientali.

La Naegleria fowleri, meglio nota come “ameba mangia cervello”, si trova infatti nelle zone di acqua stagnante, specie se le temperature dovessero essere molto elevate, esattamente come avviene nei mesi estivi. Al momento, il paziente si trova ancora in condizioni gravi. La meningoencefalite amebica primaria, infatti, può provocare in tempi rapidi dei quadri estremamente compromessi, tanto da portare il coma e anche la morte. Inoltre, in merito a tale malattia, non esiste un protocollo terapeutico ad hoc, anche se l’amfotercina B avrebbe agito efficacemente in termini di contrasto. Resta tuttavia la pericolosità dell’infezione e, purtroppo, la sua letalità. Si tratta però dicasi rari, tanto che in Italia ne è stato segnalato solamente uno.

Ameba mangia-cervello: come potrebbe avvenire il contagio in acqua

In attesa di capire se, effettivamente, il caso del turista dell’Iowa sia riconducibile alla Naegleria fowleri, gli esperti non hanno perso tempo. Le autorità sono state invitate a interdire l’area del lago al turismo, così da consentire l’esame delle acque e capire se, effettivamente, possano esserci gli estremi per un’allerta. Non che questa non sia già partita, visto che la misura precauzionale di chiusura è scattata immediata per evitare rischi di possibili nuovi (potenziali) contagi da ameba. L’obiettivo è capire se l’infezione sia casuale o se le acque del Three Fires siano davvero contaminate. Sembra comunque che sulla responsabilità della Naegleria fowleri vi siano pochi dubbi.

Il contagio con l’ameba avviene in acqua nel momento in cui questa, qualora naturalmente sia infettata, giunge nelle cavità nasali. Da lì, infatti, il microrganismo può risalire attraverso la mucosa olfattive al cervello tramite una temperatura favorevole. Dal nervo olfattivo, l’ameba penetra quindi nella cavità cranica tramite la lamina cribrosa dell’etmoide. E, da qui, per la via dei bulbi olfattivi raggiunge la zona cerebrale, avviando di fatto la fase dell’infezione. Questo perché, in condizioni ottimali a livello di temperatura, il parassita tende a riprodursi a velocità estremamente sostenuta, nutrendosi proprio del tessuto nervoso del cervello. Per questo i sintomi risultano gravi e l’infezione estremamente pericolosa se non contrastata in tempo.

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