L’occhio della Guardia di Finanza si fa più attento: dire “no” potrebbe costare caro

La Guardia di Finanza verificherà il possesso del POS da parte di esercenti e professionisti. In una circolare si chiariscono i dettagli dei controlli.

L’obbligo del POS richiede l’intervento delle Fiamme Gialle che dovranno vigilare sul rispetto della normativa.

Guardia di Finanza
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Dallo scorso 1° luglio vige l’obbligo del POS per esercenti e professionisti. Nessuna transazione elettronica potrà essere rifiutata a meno che non risultino esserci problematiche nella linea della connessione. Dire “no” ad un cliente potrebbe costare caro anche se la transazione è di pochi euro. Le polemiche non mancano, naturalmente, soprattutto da parte dei tabaccai che si trovano a dover accettare pagamenti con il POS di pacchetti di sigarette, valori bollati, biglietti del bus già tassati alla fonte e dagli importi minimi. Tutto questo si traduce in guadagni insoddisfacenti e nel rischio di chiusure di tante attività. In attesa che il Governo sblocchi la situazione gestendo con maggiore attenzione l’obbligo del POS, le Fiamme Gialle rendono note le modalità di controllo e di erogazione delle multe per chi viola le direttive.

La Guardia di Finanza e il monitoraggio dei POS

Il primo punto da chiarire riguarda il fatto che le multe scattano solamente se l’esercente o il professionista negano un pagamento tramite POS. Se il titolare dell’attività è privo di POS ma nessun cliente denuncia il fatto non ci sarà possibilità per la Guardia di Finanza di erogare la sanzione (che ricordiamo essere di 30 euro più il 4% dell’importo della transazione negata). Il rifiuto di pagamento, invece, potrebbe portare il cittadino a denunciare l’accaduto alle Autorità competenti. In questo caso scatteranno i controlli e si potrebbe arrivare alla multa.

Contante, no grazie

In secondo luogo, la Guardia di Finanza sottolinea come il cliente possa scegliere di corrispondere quanto dovuto con ogni mezzo a disposizione alternativo al contante. Carta di credito, carta di debito, bancomat, bonifico bancario. Se il POS è momentaneamente fuori uso per un problema di linea, infatti, l’esercente non può obbligare il cliente a pagare in contanti ma dovrà offrire un’alternativa elettronica o tracciabile oppure attendere che l’apparecchio torni a funzionare. I comprovati problemi di connettività, però, non faranno scattare le sanzioni così come eventuali malfunzionamenti tecnici del dispositivo utilizzato.

L’occhio vigile della Fiamme Gialle, dunque, dovrà agire all’interno di alcuni paletti imposti dalla normativa. Si prevede un basso numero di multe perché saranno pochi i cittadini che decideranno di denunciare un esercente o un professionista per una transazione con POS rifiutata. Un ultimo appunto, i controlli scatteranno anche nel caso in cui dovessero essere rilevate un numero di transazioni elettroniche irrisorio o troppo sporadiche.

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