Supermercato, a breve non troveremo più un prodotto amatissimo: lanciato l’allarme

La crisi idrica che sta colpendo tutto il mondo, Italia compresa, può provocare la scomparsa di un prodotto dagli scaffali dei supermercati.

La situazione idrogeologica attuale è estremamente critica: la mancanza di pioggia e di neve sulle Alpi sta provocando il rapido esaurimento delle scorte di acqua estiva.

crisi idrica
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La siccità è un problema del quale si è spesso parlato nei decenni passati. I cambiamenti climatici e l’inevitabile innalzamento della temperatura terrestre hanno provocato lo scioglimento delle riserve idriche (i ghiacciai). Come se non bastasse, la situazione è ulteriormente inasprite dalla carenza di piogge nel periodo autunnale/invernale.

Diverse regioni italiane sono in piena emergenza. In alcuni Comuni è stato necessario razionare l’acqua. E, per il momento, gli agricoltori sono quelli che pagano il prezzo più alto. Senza considerare il settore della pesca fluviale, che è stato duramente colpito dal prosciugamento dei principali corsi d’acqua del Belpaese.

L’Amministratore delegato di una delle più grandi aziende di acqua in bottiglia, la Sant’Anna, ha lanciato un allarme: “a breve non sarà più disponibile acqua frizzante”. Ma il motivo è del tutto inaspettato.

Crisi idrica: che cosa sta succedendo alle riserve di acqua dolce

Come era già stato ampiamente previsto nei decenni passati, la siccità è diventato un problema di tutti: il processo di desertificazione avanza di anno in anno.

Il 2022 è stato un anno caratterizzata da pochissime precipitazioni e ancor meno nevicate sulle Alpi. In base ai dati registrati dal catasto dei ghiacciai italiani, la superficie dei ghiacciai è passata da 519 km quadrati nel 1962 a 368 km quadrati nel 2022.

Si tratta di una differenza enorme, che ha delle conseguenze devastanti per tutto l’ambiente e anche per le attività economiche. La crisi idrica è ormai un fatto, di cui occorre prenderne atto, ma soprattutto è necessario mobilitarsi per evitare che, in un futuro non lontano, sia messa in discussione anche la disponibilità idrica di ogni singolo cittadino.

La carenza di piogge e l’innalzamento della temperatura sono sicuramente due fattori climatici che hanno effetti negativi sull’ambiente e sulle attività economiche.

Tuttavia, è giusto segnalare che tra, le cause dell’emergenza, c’è anche una cattiva gestione delle infrastrutture. Per tale ragione, il Governo ha deciso di investire oltre 900 milioni di euro per la sostituzione delle condutture idriche. Attualmente, infatti, gli impianti idrici che trasportano l’acqua su tutto il territorio nazionale sono responsabili di uno spreco di acqua del 40%.

Il problema dell’acqua frizzante in bottiglia

A causa della crisi idrica c’è un prodotto che potrebbe rischiare di scomparire definitivamente dagli scaffali dagli supermercati. Ci stiamo riferendo all’acqua frizzante in bottiglia.

L’allarme è stato lanciato da Alberto Bertone, il presidente e amministratore delegato di una delle più importanti società produttrici di acqua in bottiglia: Acqua Sant’Anna.

Ci siamo, infatti, riferendo al primo produttore in Europa di acque oligominerali. L’allarme lanciato da Bertone non interessa solo la sua società ma tutto il settore.

A quanto pare il problema è la carenza di anidride carbonica. Le ragioni di tale mancanza sono dovue al fatto che le aziende produttrici di anidride carbonica hanno deciso di dedicarsi ad altre attività che, nella maggior parte dei casi, hanno a che fare con il settore sanitario.

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Ciò vuol dire che una volta terminati gli stock di anidride carbonica, che le varie aziende di acque oligominerali hanno già acquistato, c’è il concreto rischio di non trovare più acqua frizzante sugli scaffali dei supermercati.