La maxi truffa dell’adesivo sull’auto: ecco come provavano ad imbrogliarci

Il mondo del raggiro è spesso gravido di idee che si potrebbero definire in qualche modo geniali se non fosse per il proprio fine.

Stiamo parlando di sistemi creati appositamente per frodare la gente e non solo. Idee che nascono con l’intento di trarre profitto dalla buona fede e dall’ingenuità dei cittadini. Nel caso specifico della vicenda che ha scosso la capitale ci troviamo di fronte a qualcosa di assolutamente incredibile. Una trovata che è riuscita a coinvolgere centinaia e centinaia di potenziali, e non solo, vittime.

bollo auto truffa
Adobe Stock

Quello che è successo a centinaia di cittadini ha quindi dell’incredibile. Il tutto era basato su una vera e propria illusione di partenza: acquistare un’auto dal prezzo di certo non basso per poche migliaia di euro. Un vero e proprio affare che però ha fatto in modo che lo stesso sistema creato di fatto implodesse paradossalmente per le troppe richieste ricevute. Alla fine insomma tutto è saltate ed ha mostrato l’incredibile raggiro.

Il prossimo 6 luglio saranno circa 500 infatti le persone che parteciperanno alla prima udienza del processo contro  Massimiliano Casazza Adelaide De Civita, di fatto i due ideatori del sistema che ha truffato centinaia di persone, cosi come ipotizzato dal pubblico ministero Vincenzo Barba. La truffa in teoria molto semplice si è dimostrata perfetta fino a quando la cosa non è di fatto sfuggita di mano. Troppe adesioni, troppo clamore, probabilmente.

La maxi truffa dell’adesivo sull’auto: ecco i vari passi del raggiro

Acquistare un auto da 25mla o 30mila euro spendendo al massimo 6mila o 7mila euro non era affatto un problema per la coppia Casazza – De Civita, che aveva dato vita alla Vantage Group. La truffa, ribattezzata My Car No Cost, infatti prevedeva il pagamento delle rate de finanziamento acceso per l’acquisto di una automobile attraverso la pubblicità. Adesivi da apporre sulle fiancate delle auto che servivano a produrre, di fatto, il denaro necessario per potersi pagare l’auto in questione.

Spese iniziali, per il cliente, circa 7mila euro, successivamente poi la società di Casazza e De Vita iniziava a pagare le rate alla finanziaria in questione, soltanto le prime però. I pagamenti venivano quindi sistematicamente interrotti costringendo i clienti a pagare automobili che in molti casi nemmeno avrebbero potuto permettersi. Il tutto è venuto fuori quando le richieste per le auto a poco prezzo sono letteralmente esplose. Non è stato possibile gestire il tutto e quindi il castello, di fatto, di carta, è crollato.

Rate orientativamente fissate tra i 300 euro ed i 400 euro mensili per un giro d’affari, si è scoperto dopo pari a 15 milioni di euro. I clienti che ingenuamente hanno firmato un contratto con la società di cui sopra si sono quindi trovati dopo qualche mese dall’acquisto dell’automobile, a doverla, di fatto, pagare. Nella maggior parte dei casi, lo ribadiamo, si trattava di persone che non si sarebbero potute permettere quella determinata automobile.

La stessa Antitrust ha condannato la società autrice della truffa per pratica commerciale scorretta. Decine e decine le denunce raccolte in ogni parte d’Italia all’interno del procedimento aperto dal sostituto procuratore Barba.  15 milioni di euro, il volume d’affari nel triennio 2016-18, una vicenda assolutamente incredibile che di certo farà ancora molto parlare di se.

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