L’obbligo potrebbe essere scavalcato: è uno spiraglio per i commercianti

Un obbligo che non piace a tutti, la verità è questa. Le commissioni troppo alte spesso allontano il consenso dei commercianti.

Una nuova regola che cosi come anticipato di certo può non piacere alla maggior parte dei diretti interessati. L’obbligo di Pos per i negozianti, tutti insomma coloro che cedono beni o servizi, quindi discorso molto più ampio metterà in seria difficoltà una categoria spesso poco tutelata da quelle che sono le dinamiche soprattutto finanziarie. La pena, in caso di irregolarità porterà a multe nemmeno poco salate.

POS obbligatorio
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La nuova legge insomma imporrà a commercianti e professionisti di ogni genere l’utilizzo del Pos per i relativi pagamenti di vendita di beni, servizi, prestazioni. Lo strumento in questione stando a quanto stabilito dovrà essere necessariamente abilitato all’utilizzo di carte di credito e debito. La pena in caso di mancata disponibilità all’utilizzo dello stesso Pos comporterà una sanzione fissa di 30 euro più il 4% della transazione negata.

Qualcosa però di inaspettato però è emerso negli ultimi giorni andando a rileggere proprio la legge che impone l’utilizzo dello stesso strumento. Come fare a scavalcare l’obbligo, come continuare a gestire la propria attività, qualunque essa sia senza concedere l’utilizzo del Pos, tra l’altro dati alla mano, la situazione di svariati esercenti e professionisti di ogni genere. La legge, proprio quella legge nasconde in qualche modo l’eventuale raggiro.

L’obbligo potrebbe essere scavalcato: ecco cosa dice la legge in questione

L’articolo 15, comma 4-bis, del Dl 179/2012 rapporta l’applicazione delle sanzioni previste non tanto alla disponibilità del Pos ma al rifiuto del pagamento con carta di credito o bancomat richiesta dallo stesso cliente. Cosa significa questo? In soldoni che eventuali controlli da parte ad esempio della Guardia di Finanza non potrebbero avere luogo senza la denuncia specifica da parte del cliente al quale è stato rifiutata la disponibilità di un pagamento attraverso l’utilizzo dello stesso Pos.

In pratica è la denuncia che fa scattare la sanzione, senza di essa l’esercente o il professionista è di fatto salvo. Ulteriore possibilità inoltre per i professionisti è quella di inserire in un eventuale accordo, contratto insomma, l’esclusiva formula di pagamento in una modalità che non preveda l’utilizzo del Pos, ad esempio il bonifico. In quel caso, dunque, il cliente non potrà mai denunciare il professionista in questione e questi non sarà quindi passibile di multa.

Stesso discorso per quel che riguarda le aziende che possono nel singolo rapporto con i propri clienti orientarsi verso accordi personalizzati in merito ai metodi di pagamento da utilizzare. In linea puramente teorica, tali accordi potrebbero prevedere anche l’utilizzo di denaro contante tenendo ben presente la soglia massima di 1.999,99 euro, il tutto in una logica di prevenzione del riciclaggio di denaro e dell’evasione fiscale. Lo stesso limite dal 2023 passerà a 999,00 euro. Le modalità insomma per scavalcare l’obbligo del Pos esistono.

Il prossimo futuro insomma potrebbe essere all’insegna esclusiva del Pos obbligatorio per tutti coloro che cedono beni, servizi, prestazioni. Il dubbio resta, scavalcare l’obbligo potrebbe come abbiamo visto essere molto più semplice di quanto si possa immaginare. Non ci resta che attendere insomma e vedere nei fatti quello che accadrà.

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