I tamponi Covid sono inefficaci, clamoroso: le prove

Si fa strada la convinzione che i tamponi Covid 19 siano diventati inefficaci. Scopriamo quali sono le prove a sostegno di questa affermazione.

Varie ipotesi supportano la tesi secondo cui i tamponi per rilevare il Covid 19 siano diventati inutili dato che non funzionano più.

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Due anni e mezzo di pandemia, milioni di tamponi effettuati per ricercare il Covid 19 e mettere in quarantena i positivi ed ora la notizia che lo strumento potrebbe, oggi, essere diventato inefficace. Sarebbe una notizia di rilevante importanza in un contesto che è in fase di evoluzione al pari del virus stesso. Il Covid presenta numerose varianti che mutano per sintomi e conseguenze e il riconoscimento tramite tamponi sta perdendo la sua efficacia. Nel frattempo le persone hanno – giustamente – riassaporato la libertà con la fine delle restrizioni e dell’obbligo delle mascherine e nel caso di uno starnuto o di un po’ di mal di gola non si corre più a fare un tampone. La stagione estiva, poi, lascia alle spalle i duri mesi invernali di tensioni e paure e lentamente si torna a non aver più il timore di ritrovarsi con parenti e amici. In tutto questo, però, la situazione epidemiologica sfugge sempre più al controllo e aggiungendo l’inefficacia dei tamponi al contesto si capisce che ci troviamo in una fase di confusione e rassegnazione.

Tamponi Covid 19, funzionano o no?

I cittadini hanno scoperto l’uso dei tamponi fai-da-te e ricorrono principalmente a questi strumenti in caso di dubbi su un possibile contagio. Il problema è che agendo in autonomia il controllo rimane superficiale, appena sopra la narice, mentre la variante Omicron si annida più in profondità, a livello della gola. Di conseguenza è facile ipotizzare tanti falsi negativi anche per il fatto che il tampone non viene effettuato con le tempistiche corrette.

Un’altra causa di un errato funzionamento dei tamponi potrebbe essere legata alla risposta immunitaria dell’organismo che grazie alle vaccinazioni è in grado di riconoscere il virus. In questo modo prima arrivano i sintomi e poi la diffusione del virus. Ecco perché in tanti casi il tampone potrebbe risultare negativo anche con sintomi in corso. I tempi di incubazione sono cambiati e, quindi, potrebbe essere utile cambiare sistema di monitoraggio del Covid 19.

Le corrette tempistiche per effettuare un tampone

Nel momento in cui appaiono i primi sintomi è consigliabile effettuare un primo tampone per monitorare la situazione ma questo accorgimento non è sufficiente. È necessario, infatti, ripetere il prelievo dopo cinque giorni proprio perché i tempi di incubazione e manifestazione si sono allungati.