Tonno in scatola con bisfenolo: attenzione a queste 6 marche molto note

Sono state individuate 6 marche di tonno in scatola con bisfenolo. Purtroppo questo elemento dannoso per la salute è nei marchi più noti.

Sempre più di frequente, alcuni degli alimenti che portiamo sulle nostre tavole sono ritirati dal mercato a causa della presenza di sostanze tossiche e pericolose per la salute umana. E ora il turno del tonno in scatola con bisfenolo.

Tonno in scatola con bisfenolo: attenzione a queste 6 marche molto note

Secondo un test condotto da Il Salvagente su 6 lattine di tonno, tutte contengono bisfenolo. Si tratta di una sostanza che passa dalla lattina all’alimento e che, stando i test effettuati nei laboratori del Gruppo Maurizi, colpisce soprattutto il tonno in scatola di marchi e formati diversi. Insomma, si tratta di un problema diffuso.

Molti degli imballaggi e dei contenitori in cui sono inseriti gli alimenti possono contenere elementi dannosi per la salute. Alcune condizioni di utilizzo e di temperatura, il materiale con il quale sono fabbricati questi contenitori, possono determinare il rilascio di sostanze potenzialmente pericolose. Il bisfenolo è una di queste.

Il rischio derivante dall’assunzione di questa sostanza è di interferire con il sistema endocrino e riproduttivo.

Allarme bisfenolo: cos’è e quanto è dannoso

Sono passati anni dall’ultima volta in cui il bisfenolo è arrivato alla ribalta delle cronache. Dobbiamo, infatti tornare indietro di 17 anni quando, in seguito ad alcuni studi di laboratorio, fu scoperto l’effetto nocivo il bisfenolo sulle ghiandole prostatiche e mammarie.

Dagli studi è emerso che il Bpa (sigla del bisfenolo) può essere una delle cause ambientali che provocano l’accelerazione della pubertà e l’aumento del rischio di tumori al seno e alla prostata.

I dati allarmanti pubblicati nel 2005 riportavano della presenza di questa sostanza nociva anche in alcuni biberon, venduti principalmente negli Stati Uniti e in Canada.

I test riscontrarono il rilascio di bisfenolo A tra 5 e 8 parti per miliardo. Il rilascio avveniva dopo che il biberon era stato riscaldato.

La suddetta quantità, già all’epoca, era stata dichiarata nociva in seguito ad ulteriori studi.

Dove si trova il bisfenolo

Il bisfenolo è una sostanza presente in tantissimi oggetti di uso quotidiano, si passa infatti dal biberon agli scontrini.

Il Bpa, altro non è che un additivo inserito nella produzione di plastica che serve principalmente realizzare bottiglie, stoviglie e contenitori per la conservazione alimentare.

In molti altri casi, il Bpa è utilizzato anche per le resine epossidiche, che a loro volta sono impiegate per rivestire contenitori alimentari di metallo. È questo il caso delle lattine delle conserve.

Nonostante la pericolosità del bisfenolo sia stato ampiamente dimostrato da studi scientifici, l’industria mondiale non ha rinunciato a questo elemento nocivo.

Tonno in scatola con bisfenolo: cosa è emerso dai test

Il bisfenolo è utilizzato anche per la realizzazione di resine epossidiche, successivamente impiegate per i rivestimenti delle lattine delle conserve alimentari.

Questa sostanza chimica nociva è in grado di migrare, in piccole quantità, nei cibi e nelle bevande che sono contenute in tali lattine. Le ripercussioni a livello endocrino sono piuttosto serie e non devono essere assolutamente sottovalutate.

Sul bisfenolo è intervenuta anche la legislazione. In particolare, in Europa, ci si è espressi con il Regolamento 2018/213 della commissione del 12 febbraio 2018. In tale documento, sono stati definiti i valori limite di migrazione specifica.

Per il Bpa il limite è pari a 0,05 mg di sostanza per kg di prodotto alimentare. Nel suddetto regolamento c’è il divieto all’utilizzo di Bpa nei prodotti che sono destinati alla prima infanzia.

Il Salvagente ha voluto testare le lattine di tonno in scatola, per verificare i livelli di bisfenolo A. La scelta è ricaduta sulle lattine più vendute di tonno all’olio d’oliva di diversa grammatura.

Nello studio, infatti, incluse le lattine più piccole da 52 grammi, le medie da 80 grammi e quelle da 108 grammi.

Tutti i campioni analizzati presentano valori di bisfenolo al di sotto del limite di migrazione specifica indicata nel regolamento UE.

I risultati del test dimostrano come ormai si sia diffusa la sensibilizzazione dei produttori europei e italiani sulle contaminazioni da Bpa. Tuttavia, nonostante le tracce siano minime rispetto a quanto indicato dai regolamenti comunitari, questa sostanza altamente nociva continua ad arrivare sulle nostre tavole.

L’unico modo per evitare che sia utilizzato è vietare definitivamente il Bpa.

Tra l’altro il bisfenolo, in Italia, è uno dei principali interferenti endocrini nella popolazione. Così come dimostrato dai risultati del progetto previeni, coordinato dall’Istituto Superiore di sanità.