Lavoratori fortunati, arrivano 100 euro in più: a chi tocca l’aumento

Novità importanti per il settore dei laterizi. Più garanzie per i lavoratori e maggior tolleranza sull’estensione delle tutele sanitarie.

 

Aumento in vista per una larga categoria di lavoratori. Una novità frutto dell’intesa raggiunta fra Confindustria Ceramica e le associazioni di settore, e che aspira a consentire una maggiore equità in termini di tutele e adeguamenti salariali.

Aumento 100 euro laterizi
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Un ulteriore passo, dopo l’accordo in seno all’Europa sul salario minimo. Il consigliere di Confindustria Ceramica, Vincenzo Briziarelli, ha fatto sapere che l’intesa mira ad affrontare “in modo adeguato i prossimi anni di lavoro”. La prima e più sostanziale novità riguarda l’aumento salariale, al lordo e suddiviso in tre tranche distinte. Nello specifico, per il settore dei laterizi si andrà a salire progressivamente fino al 2025, attraverso tre scatti da 40 euro (2022), 25 (2023) e 35 (2025). Senza contare che, con il montante pari a 2.610 euro, si sale di circa 700 euro rispetto al 2019. Inoltre, sul prolungamento del contratto si registra un’altra novità: dagli attuali 36 mesi, si passerà a 42. Il costo salirà nel 2024, senza arretrati per il periodo marzo-giugno 2022.

Per quel che riguarda la cifra lorda di aumento, almeno sul livello C/parametro 136, l’aumento di 6 mesi del contratto porterà il totale complessivo a 85,7 euro per tre anni, con livello costante. Un cambiamento sostanziale anche per le imprese, visto che permetterà di equiparare le condizioni salariali interne. Anche i sindacati esprimono soddisfazione, soprattutto per l’aver raggiunto l’intesa in un periodo di forti rincari per le imprese di settore, con costi aumentati su materie prime ed energia. Sarà un gruppo di lavoro apposito, creato dalla convergenza fra aziende e sigle sindacali, a occuparsi dei materiali da costruzione, oltre che dei contratti di secondo livello, appalti e transizione ecologica.

Lavoratori, nuovi contratti e aumenti: le novità più importanti

La convergenza sarà soprattutto sul tema della transizione ecologica. Un ambito sul quale il Governo ha chiesto impegno a tutti i settori, sia nell’ottica del risparmio energetico che di tutela ambientale. Il gruppo di lavoro neo-costituito, punterà a sviluppare delle convenzioni con gli istituti scolastici superiori, oltre che a istituire un coordinamento diretto sia con il Ministero dello Sviluppo economico che con il Ministero della Transizione ecologica. È chiaro, però, che le novità maggiori riguarderanno i lavoratori, per i quali i nuovi contratti decorreranno dall’1 aprile 2022 e scadranno il prossimo 30 settembre 2025. Anno in cui, a carico delle aziende, verrà incrementato il Fondo di assistenza sanitaria integrativa, che passerà dagli attuali 6 euro a 7. Cifra che tecnicamente sposta poco ma che rappresenta un ulteriore passo sul fronte della tutela.

Secondo le norme del nuovo contratto, verrà effettuato un monitoraggio di tutti quei lavoratori assegnati ai lavori considerati usuranti o gravosi. Questo al fine di garantire per costoro il regolare accesso alla pensione anticipata tramite gli strumenti messi a disposizione dal sistema pensionistico (in primis l’Ape Sociale). Completano il quadro un plus di tre giorni per il congedo retribuito, valido per le donne vittime di violenza con possibilità di trasferimento. Per chi patisce malattie gravi, la conservazione del posto di lavoro sarà estesa di ulteriori 6 mesi. Sul piano della sicurezza, il contratto prevede la dotazione di dispositivi ad hoc, come scarpe da lavoro (considerate materiale di protezione individuale) consegnate direttamente dall’azienda.