Acconto Imu, è giunta l’ora: ecco chi trema (e chi no)

Per l’Imu 2022 restano le vecchie esenzioni. Tranche di pagamento ancora divise in due ma si parte subito: primo acconto entro il 16 giugno.

 

Altro che caldo torrido. Il mese di giugno, per i contribuenti, rischia di essere letteralmente una fornace. E non solo per colpa del meteo. La prima e più temuta scure è in arrivo proprio in questi giorni.

Imu acconto 16 giugno
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Il prossimo 16 giugno, infatti, scatterà l’ora dell’acconto Imu per i proprietari degli immobili, prima tranche del pagamento richiesto per il 2022. L’imposta municipale sui beni immobiliari, anche per quest’anno, mette al sicuro la maggior parte dei contribuenti. Il dovuto, infatti, riguarderà esclusivamente i proprietari di doppia abitazione, escludendo dal conteggio quella principale. Questo significa che l’eventuale Imu sarà pagata solo ed esclusivamente sulla proverbiale seconda casa. Inoltre, viene confermata anche la riduzione pari al 25% per tutti quegli immobili affittati con canone concordato. Senza contare che, per queste tipologie contrattuali, in molti Comuni viene prevista un’ulteriore riduzione sull’aliquota di base.

Di sicuro varrà la pena fare un giro sulle pagine dedicate per capire quali sono le esenzioni e gli eventuali sconti. Anche perché, nel 2022, vigerà un esonero particolare in relazione ai beni immobiliari utilizzati o riservati alle imprese dello spettacolo. Un occhio di riguardo a seguito delle difficoltà portate dalla pandemia, che ha colpito duro non solo in termini di limitazione dell’accesso al pubblico ma anche sul piano del lavoro delle maestranze. Una criticità che si cercherà di compensare, accanto alla ripresa a pieno ritmo delle attività, anche con un’agevolazione specifica. A condizione, però, che il proprietario dell’immobile in questione sia anche il gestore dell’attività teatrale, musicale o cinematografica che sia.

Acconto Imu, soldi entro il 16 giugno: cosa c’è da sapere

Se le esenzioni restano, lo stesso vale anche per le normative che regolano il pagamento. In questo senso, niente ammortizzamento per gli immobili appartenenti a persone fisiche non titolari di Partita Iva, così come per quelli appartenenti a delle imprese operanti in settori che non figurano fra quelli agevolati. Per quanto riguarda le modalità di pagamento, l’acconto dovrà essere versato, come detto, entro il 16 giugno. Si tratta di una tranche pari al 50%, mentre la restante parte dovrà essere corrisposta non oltre il prossimo 16 dicembre. Attenzione al conteggio, anche se non è niente di impossibile. Specie se non fossero subentrate variazioni sul complesso immobiliare. In questo caso, infatti, sarà sufficiente sommare i due importi dell’Imu 2021 e procedere al pagamento del 50% del totale ottenuto.

Unica condizione, ricordarsi di applicare a ciascuna tipologia di immobile il codice tributo relativo. In caso di variazioni rispetto all’anno precedente, invece, per l’acconto andrà applicata comunque l’aliquota comunale relativa a esso ma tenendo conto della situazione patrimoniale immobiliare dell’anno in corso. Ad esempio, qualora un immobile fosse stato acquistato nel 2022, secondo quanto previsto dal Ministero dell’Economia, il contribuente potrà utilizzare la nuova aliquota solo previa pubblicazione avvenuta su www.finanze.gov.it. Le altre già deliberate, invece, faranno fede solo per il saldo di dicembre. Si ricorda che, fra gli obbligati al versamento, figurano anche i titolari di immobili con diritto reale di godimento. Fra questi chi ha diritto di uso, abitazione, enfiteusi e superficie, oltre che l’usufruttuario.