Morso di zecca, i consigli dell’esperto: rischi reali e procedure

Secondo gli esperti, il morso di zecca potrebbe provocare conseguenze spiacevoli. Alcuni accorgimenti, però, fungono da prevenzione.

 

Tecnicamente si tratta di un morso. Ma potremmo chiamarla puntura, pizzico, ferita. A ogni modo, di qualunque cosa si tratti, ritrovarsi con una zecca infilata per metà nella nostra pelle è un’esperienza decisamente sconsigliabile.

Zecca soluzioni
Foto © AdobeStock

Un problema maggioritario perché chi possiede degli animali domestici ma che, per coincidenza o sfortuna, potrebbe potenzialmente riguardare chiunque. Specialmente l’estate, ci si chiede spesso se esista il rischio di avere a che fare con questo tipo di insetti e se, davvero, rappresentino un reale pericolo per l’uomo. Qualche chiarimento aiuterebbe, dal momento che la zecca, al pari di altri insetti, ha contribuito a creare un immaginario collettivo a tema che non sempre, per forza di cose, ha rispecchiato la realtà. Per questo la corrente di pensiero, pur percorrendo una generale via di prudenza, si divide fra coloro che minimizzano il rischio e chi, invece, è terrorizzato all’idea di beccarsi una puntura. A una cosa però bisogna fare massima attenzione.

Al di là delle procedure di estrazione (è noto che non bisogni mai rimuovere la zecca con le dita, a rischio di schiacciarla e lasciare nella pelle i denti), sono pochi gli aspetti davvero noti di questo particolare acaro. Innanzitutto la sua proliferazione, secondo gli esperti favorita dal riscaldamento delle temperature a livello mondiale. Senza contare l’apporto dato alla loro riproduzione dal passaggio sempre più massiccio di animali selvatici, ai quali le zecche si aggrappano con i loro denti uncinati. Un excursus sui reali rischi correlati al suo morso, è stato fatto dal dottor Mario Giobbia, dell’Unità operativa Malattie infettive del Cà Foncello di Treviso, interpellato da QdpNews.it.

Morso di zecca, i consigli dell’esperto: rischi reali e procedure

Fin da bambini siamo stati messi in guardia circa la pulizia necessaria affinché la zecca non fosse attirata su di noi. Un modo per incoraggiare i bambini a mantenersi puliti, visto che questi insetti mirano soprattutto alle pellicce animali. Inclusi i nostri cani e i nostri gatti, che devono quindi essere adeguatamente protetti attraverso dei rimedi ad hoc. Questo perché, come ricorda l’esperto, è effettivamente vero che una zecca potrebbe finire per infettare anche un essere umano col suo morso. In particolare con due tipi di malattie, le più diffuse in connessione a questo tipo di evento. Innanzitutto la borreliosi, la più frequente, ma anche la tick borne encephalitis, o TBE. Nel primo caso si parla di un’infezione di tipo batterica, manifestabile con eritemi limitati o in espansione rispetto all’area del morso. Una malattia da non sottovalutare, in quanto nei casi più gravi potrebbe portare “quadri di meningoencefalite, quasi sempre benigna”, con possibile alterazioni e febbri ricorrenti.

Per quanto riguarda la TBE, più rara, si tratta di una sorta di encefalite, anche in questo caso benigna nella maggior parte delle manifestazioni. Tuttavia, secondo l’esperto, “in alcuni casi può determinare delle paralisi flaccide quindi delle paralisi con muscolatura molle e rilassata”. Sintomi che, addirittura, possono durare mesi interi, con cefalee intense e stato di confusione mentale, oltre che di alterazione del carattere. Nei casi più gravi, potrebbero manifestarsi temporanee perdite di memoria. Per quanto riguarda la rimozione, meglio non affidarsi ai metodi tramandati oralmente: una pinzetta per ciglia è l’ideale, da utilizzare con un piccolo e delicato movimento a spirale. L’importante, conclude l’esperto, è ricordarsi del tempo a disposizione per capire se fosse presente un morso. Dieci o dodici ore per osservarci e intervenire prima che l’azione della saliva sia ormai avviata.