BancoPosta, i 2 limiti che in pochi conoscono: attenzione ai prelievi

Anche i clienti BancoPosta possono essere soggetti a costi di commissione in caso di prelievi presso altri sportelli Atm. E attenzione ai limiti.

 

Come una banca e con servizi esclusivi. Negli anni, Poste Italiane ha cercato di rafforzare sempre di più la propria presenza nell’ambito del settore economico-finanziario, non solo dal punto di vista dei servizi.

bancoposta commissioni
foto adobe

I conti correnti BancoPosta hanno ottenuto via via un successo crescente. E, al pari di altri strumenti propri di Poste, come i Libretti postali o i Buoni fruttiferi, ha contribuito ad accrescere il bacino di utenti, coinvolgendo anche i più giovani. Un quadro abbastanza indicativo della tendenza dei risparmiatori, in buon numero propensi a convogliare in Poste tutti i propri fondi, da quelli investiti a quelli gestiti tramite conto. Chiaramente, funzionando alla stregua di un istituto di credito, anche l’ente offre dei servizi correlati, che vanno dai pagamenti (bonifici, PostePay, ecc.) ai semplici prelievi. Un punto, quest’ultimo, sul quale fare attenzione, specie ai particolari.

Per quanto possa sembrare un’operazione apparentemente scontata, nel momento in cui ci si ritrova di fronte all’estratto conto, qualcosa potrebbe non tornare. Non perché succeda qualcosa di insolito ma per un fattore comune a quasi tutti i servizi di questo tipo, qualunque sia l’ente che li eroga. I costi di commissione naturalmente. Un elemento di discordia, visto che il dibattito sulla regolarizzazione del prezzario è aperto da tempo. E che, in qualche modo, finisce per incidere anche sui conti BancoPosta. Perlomeno in proporzione al numero dei prelievi effettuati.

BancoPosta, occhio al prelievo: ecco a cosa fare attenzione

In alcuni casi, al momento di prelevare una determinata somma dal proprio conto BancoPosta, bisognerà fare attenzione all’importo prescelto. Più elevato sarà e più c’è il rischio di vedersi applicato un costo di commissione proporzionale. Il punto è che lì per lì il dettaglio potrebbe sfuggire, anche qualora si richieda la ricevuta con saldo. Più chiaro, invece, sarà l’estratto conto, sia cartaceo che sul proprio profilo home banking. Con questo strumento, sarà possibile infatti determinare se la somma prelevata abbia visto applicato un costo di commissione superiore rispetto al solito. Per molti clienti BancoPosta si è trattato di una sorpresa. Eppure, Poste è abbastanza chiara su questo fronte. Come tutti gli istituti di credito, il costo di commissione lo applica solo in caso di prelievi effettuati presso altri sportelli Atm (pari a 1,75 euro).

Prelevare presso un bancomat di Poste Italiane non vedrà applicati costi di commissione. A patto che l’operazione in questione sia contenuta entro certi limiti. Nello specifico, se il prelievo non supererà il tetto di 600 euro giornalieri e 2.500 euro mensili. Unica variabile da tenere d’occhio, la commissione applicata ai prelievi effettuati in valuta diversa dall’euro, pari al 2,58% più l’1,30% dell’importo prelevato. In sostanza, l’operazione si presenta decisamente elastica. L’unica attenzione va rivolta ai limiti imposti. Qualora i prelievi vadano oltre, sarà il sistema stesso a indicare il superamento, anche in caso di operazioni frazionate.