Patente: attenzione a queste comuni infrazioni, possono costare carissimo

Alcune infrazioni del Codice della Strada possono condurre alla revoca della patente, che non va confusa con la sospensione. Facciamo chiarezza.

Il codice della strada è piuttosto chiaro su quali sono le cose da fare e da non fare per chi è alla guida.

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I motivi per i quali si potrebbe andare incontro alla revoca della patente di guida sono 4:

  • Mancata idoneità e perdita dei requisiti
  • Gravi violazioni e cattiva condotta
  • Recidiva
  • Sostituzione con una patente estera.

Tuttavia è importante capire qual è la distinzione tra revoca della patente e sospensione della patente. Si tratta, infatti, di due fattispecie completamente diverse che comportano implicazioni legali differenti.

Infatti, nel caso della sospensione della patente, la legge dispone la temporanea impossibilità a guidare. Mentre la revoca comporta la totale impossibilità di guidare un’auto o qualsiasi altro veicolo.

Revoca patente: tutti i motivi previsti dalla legge

La revoca della patente è un provvedimento più severo della sospensione. Tuttavia, non è definitivo ma l’iter per rientrare in possesso della patente e certamente lungo ed elaborato.

La revoca della patente può essere disposta anche nel caso di violazioni del Codice della Strada non gravissime. Generalmente i motivi principali sono quattro: mancata idoneità e perdita dei requisiti; gravi violazioni e cattiva condotta; recidiva; per sostituzione con una patente estera.

Il primo caso fa riferimento alla perdita del possesso dei requisiti psicofisici previsti e il mancato superamento della revisione della patente.

Il secondo caso, invece, si riferisce a gravi violazioni e alla cattiva condotta del titolare della patente. Queste due fattispecie si verificano quando il conducente guida: con patente sospesa, contromano sulle autostrade e sulle strade extraurbane, sotto effetto di alcol o di sostanze stupefacenti. Ovviamente rientra in questa categoria di comportamenti anche l’aver provocato un incidente in stato di ebbrezza.

Nel caso in cui il guidatore con patente revocata o sospesa dovesse comunque continuare a guidare un’auto, si verifica l’aggravante della recidiva. In questo caso, c’è la possibilità che il titolare della patente venga arrestato.

Infine, c’è il caso della sostituzione con una patente estera che comporta, anche in questo caso, la revoca del documento di guida.

Come rientrare in possesso della patente

In caso di revoca della patente l’automobilista ha la possibilità di proporre un ricorso al Ministero degli Interni entro 20 giorni dal provvedimento. Sono invece disponibili 30 giorni per presentare ricorso al Giudice di Pace, ma questa eventualità può essere colta quando il provvedimento è stato assunto dal Prefetto. Se invece, il titolare della patente revocata desidera rivolgersi al TAR, egli ha 60 giorni di tempo a sua disposizione.

La legge dà sempre la possibilità di fare ricorso contro il provvedimento di revoca della patente. Nel caso in cui il suddetto provvedimento sia stato disposto per mancata idoneità e perdita dei requisiti, è possibile sostenere con successo una visita medica, per rientrare in possesso del proprio documento di guida.

Invece, per coloro che hanno compiuto gravi violazioni la patente viene riconsegnato dopo 2 anni, mentre per recidiva occorre attendere 3 anni.

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