Crema solare, allarme rosso: evitate assolutamente questi tubetti

Nella nostra borsa da spiaggia, la crema solare non può assolutamente mancare. Attenzione però, queste componenti riservano brutte sospese.

 

Probabilmente non c’è stato bisogno di attendere molto per prendere il primo sole. Le settimane di maggio hanno dimostrato una certa fretta da parte dell’estate, regalando temperature praticamente da solleone.

Crema solare
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Tutto abbastanza ordinaria a pensarci bene. Il leitmotiv relativo alla presunta scomparsa delle mezze stagioni, per quanto sia un modo di dire più che una constatazione, sembra continuare a darci ragione. E allora, per chi ne ha avuto la possibilità, qualche giornata in spiaggia è già stata vissuta. Con un’attenzione particolare da riservare agli strumenti propri dei pomeriggi (o delle mattinate) al mare: costume, magari una bibita e, naturalmente, la crema solare. Fondamentale quest’ultima per proteggersi dai primi soli, il più delle volte decisamente aggressivi per pelli non “allenate”. In sostanza, specie per i bambini, la crema rappresenta una componente indispensabile per la nostra borsa da spiaggia. Meglio se di buona gradazione, visto che alla fine non compromettono l’abbronzatura. Almeno non più di tanto.

I prodotti solari, però, sono dei cosmetici a tutti gli effetti. Il loro intento è la protezione della pelle dall’azione dei raggi solari. Non va dimenticato, infatti, che i raggi UV emettono radiazioni elettromagnetiche provenienti direttamente dal sole, non percepibili a occhio nudo ma potenzialmente devastanti per la nostra epidermide se su di essa non viene applicata un’adeguata schermatura. La melanina (ossia i pigmenti generati dai melanociti che respingono i raggi) innescata dalla nostra pelle può fornire una protezione ma solo fino a un certo punto, specialmente se l’esposizione al sole avviene nei momenti della giornata in cui l’azione dei raggi è più forte (dalle ore 12 alle 15).

Crema solare, attenzione alla composizione: il rischio da evitare

L’azione della melanina è utile e, in buona sostanza, quella che ci consente di abbronzarci. Tuttavia, la protezione della crema solare è essenziale. I bagnanti lo sanno e, per questo, prima di recarsi in spiaggia provvedono all’acquisto di almeno un paio di tubetti. Come detto, però, si tratta di cosmetici. E avere la certezza assoluta della loro proficuità per la nostra pelle è altrettanto fondamentale che avere la loro protezione dai raggi UV. Un dettaglio cruciale è il cosiddetto fattore di SPF, segnalato sulle confezioni e che costituisce la componente rivolta ai raggi UVB. I quali, però, non tengono al riparo del tutto da quelli UVA, capaci di penetrare nella pelle più in profondità.

Delle creme solari ne esistono numerose varietà. Alcune di queste con componenti chimici che potrebbero essere altrettanto deleteri dei raggi ultravioletti per il nostro corpo. Ad esempio l’oxybenzone, composto organico con funzioni di fotostabilizzatore all’interno della composizione della crema solare. Si tratta di un derivato del benzofenone, sostanza che, in determinate quantità e alla presenza di luce, potrebbe provocare scompensi addirittura nel nostro Dna. Esistono alcune ricerche che associano tale ingrediente all’aumento dei casi di melanoma.

Senza contare che la sostanza in questione può riservare la stessa azione degli ormoni estrogeni, così da provocare eventualmente dei tumori della pelle. Occhio anche all’octocrylene, molecola idrofobica e con proprietà solvibili. Anche in questo caso interviene la scienza: tale componente può essere assimilata dalla pelle e provocare escoriazioni. Nei casi peggiori, addirittura il cancro.