Bonus spesa, nuovo sprint dei Comuni: 1.800 euro per queste famiglie

Il Bonus spesa è stato confermato e, in alcuni casi, rafforzato. Il Comune di Bologna fa da aprifila: ecco come e quanto si può ottenere.

 

Altro che ripresa. Il 2023, fissata come data per un nuovo inizio, si avvicina senza che all’orizzonte si veda traccia della luce sperata. Colpa degli effetti della pandemia naturalmente, ma anche la guerra in Ucraina ha detto (e continua a dire) la sua.

Bonus spesa
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Difficilmente si arriverà al nuovo anno con una base di ripartenza sufficiente per riaffacciarsi ai livelli pre-pandemia. Tanto più che lo stesso Fondo Monetario Internazionale ha segnalato la presenza di stime tutt’altro che rosee per la crescita del Prodotto interno lordo italiano. E al momento, anche se il meccanismo generale è ripartito un po’ in tutti gli ambiti (incluso quello del Fisco e della riscossione), gli italiani necessitano ancora di assistenza. Non solo per riuscire a restare a galla rispetto alle pendenze o ai prestiti attivi ma anche per il semplice arrivo a fine mese. Anche per questo i Comuni hanno deciso di mantenere e, in un certo senso, di rafforzare alcune agevolazioni.

Fra queste figura il Bonus spesa, pensato per le famiglie più in difficoltà e volto al sostentamento della spesa alimentare ed eventualmente farmaceutiche. E stavolta, sul piatto, c’è potenzialmente uno stanziamento da 1.800 euro a famiglia. I bonus comunali vengono attivati tramite la pubblicazione di bandi appositi e si avvalgono comunque di risorse messe a disposizione dallo Stato. Si tratta però di agevolazioni e risorse limitate, incentrate sull’aiuto diretto a chi, effettivamente, versa in condizioni economiche tali da non poter sopperire nemmeno al sostentamento ordinario senza aiuto esterno. A fronte di uno stock di risorse, le amministrazioni comunali avranno l’onere di indire un bando di concorso, nei quali saranno precisate sia le modalità di erogazione che i requisiti per ottenere le agevolazioni.

Bonus spesa, pronti 1.800 euro: come scoprire se ci spetta

Alla luce delle prerogative generali, inquadrare un preciso ventaglio di beneficiari è abbastanza complesso. Tuttavia, le normative restano speculari più o meno per ogni Comune. L’importo ottenuto, infatti, dovrà essere destinato all’acquisto esclusivo di beni di prima necessità, da quelli alimentari ai medicinali. Solitamente, gli aventi diritto vengono determinati in base all’Isee dichiarato, che non dovrà superare una determinata soglia per consentire l’accesso alle risorse. E, solitamente, il contributo del Bonus spesa è sì sostanzioso ma nemmeno troppo elevato (nell’ordine dei 300 euro circa). Tendenzialmente ma non sempre. Basti pensare all’amministrazione comunale della città di Bologna, che eroga bonus addirittura da 1.800 euro e addirittura senza richiedere il supporto di un Isee.

Il Comune felsineo, a ogni modo, una condizione la pone: si tratta delle risorse in giacenza sul conto corrente (postale o bancario), che dovranno avere necessariamente un importo inferiore a 10 mila euro. In sostanza, pur non essendo necessario un requisito reddituale, lo sarà quello legato alle effettive disponibilità economiche. Il Bonus spesa, a ogni modo, non avrà scadenza: si tratta di un’erogazione che prevede l’utilizzo di tre voucher da 600 euro l’uno, a condizione della presenza nel nucleo familiare di figli minori. Interessante notare come il caso di Bologna sia un unicum nel panorama nazionale. Nessun altro comune, infatti, eroga importi di tali proporzioni. Questo non significa che anche 300 euro possano essere un bell’aiuto in casi di emergenza. Un giretto sul sito del proprio Comune potrebbe chiarire molti dubbi.