Asteroide punta la Terra, e non è un film: ci pensa la Nasa, cosa rischiamo

Stavolta l’asteroide in viaggio verso di noi c’è davvero. Ma non è un reale pericolo. Anzi, per gli scienziati è un’opportunità unica.

 

Se esiste un cliché cinematografico di successo sempreverde nell’ambito della cinematografia è certamente quello astronomico. O meglio, quello degli asteroidi.

Asteroide Terra
Foto © AdobeStock

L’esempio più recente, anche se si parlava di una cometa, è quello di Don’t look up, il grande successo targato Netflix e realizzato dalla macchina di Adam McKay, oltre che dalle performance pluri-lodate di Leonardo DiCaprio e Jennifer Lawrence. Ma il filone apocalittico ha sempre riscosso un certo gradimento sul grande schermo, tra meteoriti, terremoti, tsunami e quant’altro. Il suddetto lavoro di McKay, però, ha portato a galla non solo il classico stereotipo di un asteroide intento a minacciare il pianeta Terra ma anche (forse per la prima volta) le reazioni della società di massa alla notizia. Rendendo evidente come l’incapacità di comunicare, pur in un mondo dominato e di fatto controllato dagli strumenti di comunicazione, sia in grado di farci ironizzare persino rispetto a una potenziale catastrofe.

Chissà se la finzione cinematografica abbia colto l’essenza della realtà. C’è da scommettere che, in un modo o nell’altro, l’interazione via social o il bisogno quasi fisiologico di giostrare sull’ambito comunicativo come fosse una vetrina piuttosto che un modo per scambiarsi informazioni, finirebbe per dire la sua. Anche perché, al netto di tutto, a un’eventualità del genere gli esperti del mestiere, quelli veri, ci hanno pensato. Visto che, vuoi o non vuoi, la Terra orbita attorno a una stella in pieno spazio cosmico e di corpi celesti come asteroidi e comete ce ne sono a migliaia, avere un piano di emergenza conviene a tutti. E attenzione, perché una minaccia simile sarebbe alle porte. O meglio, a qualche milione di chilometri di distanza.

Asteroide verso la Terra: la Nasa lo distrugge con un aereo

Secondo il quotidiano The Sun, un asteroide sarebbe realmente in rotta di collisione con la Terra. Molto lontano ancora, circa 11 milioni di chilometri. Abbastanza vicino, però, per essere osservato e “testato” per uno dei suddetti piani di emergenza. Una missione capace di smuovere qualcosa come 300 milioni di dollari e battezzata Dart, prevista nel mese di settembre. L’obiettivo è chiaramente prevenire un evento potenzialmente catastrofico ma, trattandosi di una situazione gestibile, la missione fornirà le risposte utili in merito alle strategie in serbo per farvi fronte. Vederle messe in pratica, infatti, darà il peso della loro efficacia. La tecnologia messa a disposizione dagli esperti della Nasa è avveniristica. Sì, quasi da film.

Del resto, come diceva Disney, se qualcosa si può sognare si potrà anche fare. E allora, sfruttando la tecnologia sviluppata negli ultimi anni, tramite una serie di ricerche approfondite e studi appositi, gli scienziati hanno messo a punto un veicolo spaziale da 500 chili di peso dal nome quasi giurassico, Dimorphos. Lo scopo del lancio è far sì che il dispositivo, a velocità supersonica, centri l’asteroide rispedendolo su rotte interstellari che non siano quelle terrestri. Come detto, si tratta di un test probante. Anche perché il corpo celeste, per quanto dovrebbe passare in prossimità della Terra, non dovrebbe farlo troppo da vicino. Quantomeno non in termini di minaccia.

Una prima assoluta

I telescopi terrestri avranno il compito di monitorare l’impatto ed effettuare le varie misurazioni. Il Dimorphos, infatti, invierà informazioni in modo costante agli scienziati, mentre un altro veicolo avrà il compito, in futuro (ossia nel 2026), di analizzare gli elementi generati dall’impatto. Quest’ultimo verrà messo a disposizione nientemeno che dall’Agenzia Spaziale Italiana, già protagonista di recente con le rivelazioni saturniane date dalla sonda Cassini. Si tratta di un evento eccezionale: mai una missione spaziale ha avuto il compito di analizzare la deflessione di un asteroide modificandone la rotta attraverso un impatto cinetico. E c’è da scommettere che sarà un impatto apocalittico. Il frammento di roccia in viaggio verso la Terra è alto come il Burj Khalifa, il grattacielo più imponente realizzato finora dall’uomo. Prossima settimana passerà abbastanza vicino a noi per essere osservato. Preparate i telescopi.